STATI TEATRALI il teatro secondo Riccardo De Luca: ovvero l’amore di un sociologo affascinato dal suo senso
n° 3 incontro / intervista
rubrica a cura di Rita Felerico
Con questa rubrica desidero incontrare e dialogare con le voci emergenti della drammaturgia e del teatro più attive sul nostro territorio, per scoprire quanto, rispetto al caos e alla dirompente incomunicabilità, l’arte, il teatro, la scrittura rivestano un ruolo ben preciso nel coltivare e trasmettere idee e valori.
Teatro come formazione dell’individuo attraverso il sapere, il dialogo, la bellezza che pur se in diverse declinazioni sono vivo linguaggio capace di svelare, interrogare e connettere.
Vivere il teatro. Abitarne la poesia, la fatica, la ricerca delle parole da palcoscenico, il lavoro materiale e quello della mente e delle emozioni.
Tutto questo è Riccardo De Luca, quando penso al teatro e a te penso questo. Sbaglio?
Hai una telecamera impiantata a casa mia? Sto lavorando contemporaneamente a tre, anzi quattro spettacoli da fare e quindi fatica e poesia come se piovesse! Parole da mettere in scena in un modo anziché un altro, tradurre in un modo anziché un altro, interpretare da solo diversamente tutti i personaggi, secondo il senso che acquistano, le emozioni che mi suscitano e che potrebbero suscitare negli spettatori e se con quelle o quelle altre musiche da abitare e magari cantare o coreografare. Il mio tempo vola così. E questo quando non provo, non leggo, non sento musica e suono. Ma poi tutto quello che leggo, o ascolto, sia filosofia, sociologia, politica o economia o altra musica me lo figuro in chiave scenica. Come non immaginare Trump come Ubu roi? O come sentire il Tannhäuser di Wagner e non pensare a Michail Bakunin, grande amico di Wagner che vide nascere le opere di Wagner e immaginare il Tannhäuser suonato in scena mentre sulla scena Bakunin discorre di Guerra e Pace con Garibaldi a Caprera?
Oltre all’impegno, nella lunga esperienza di formatore c’è sempre stata e c’è tanta passione, la tua passione. In cosa si caratterizza e perché? Rimanda ai momenti di primo innamoramento verso il teatro? Al primigenio incontro d’amore?
Il primo incontro d’amore fu trino. Prima parte: “creaturo”, giocavo a pallone ai salesiani del Vomero tutti i giorni, quando per fare filone alla messa obbligatoria mi nascosi nei sotterranei dove c’era il vecchio teatro bunker e assistetti alle prove dei ragazzi dei salesiani “grandi” che facevano “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, testo che nel ‘58 aveva debuttato in Italia al Teatro Bellini di Napoli con la regia di Luchino Visconti. Di quella rappresentazione del sotterraneo non ricordo niente se non il fascino che emanava quella serietà e fatica che quei giovani ci mettevano nel donarci quella storia piena di tensione e di vita.
Seconda parte: 1970, un’andata familiare al Politeama di Napoli ad assistere ad “Alleluja brava gente” una strepitosa commedia musicale di Garinei e Giovannini dove giganteggiavano Renato Rascel e Gigi Proietti (che esordiva sostituendo l’infortunato Domenico Modugno: vitam regit fortuna!) di una bravura da far girare la testa. 1971, altra andata familiare al Politeama, altra messinscena che mi segnò: il “Peer Gynt” di Ibsen con la regia di Aldo Trionfo e la folgorante interpretazione di Corrado Pani.
1972, terza parte: Umberto Serra, teatrante eccellente ma poco popolare perché riluttante alle convenienze della realpolitik teatrale, con la sua compagnia sperimentale provava “Il gioco dell’epidemia” di Ionesco nell’appartamento sotto il mio. Scesi, vidi, vissi. Poi nel suo teatro debuttai con “Un sogno di una notte di mezza estate” e dalla musica passai al teatro da cui non sono più andato via. Dopo la mia prima regia fui ingaggiato da Antonio Casagrande per insegnare alla sua “Bottega teatrale del mezzogiorno” e pochi anni di differenza spesso mi dividevano dai miei allievi. Poi scuola assieme a Isa Danieli, poi per conto mio per decenni. Riuscivo a fare crescere gli allievi attori in modo impressionante e contemporaneamente a fare saggi che sembravano spettacoli. La notazione sociologica (sono particolarmente contento di essere intervistato da una rivista di sociologia, perché io sono laureato in sociologia del teatro) che si può dedurre dal fare scuola di teatro è duplice, interrelata e spaventosa: gli allievi mano mano che diventavano attori mutano da nobili prìncipi in rospi rintronati. Il loro “comportamento anticipante” di attori sociali desiderosi di entrare nel sistema teatrale prende il sopravvento e sabota le loro qualità. Ovviamente sono esclusi gli allievi anomali che non si omologano e che sono gli unici che arrivano a risultati straordinari, riconquistando grazie all’emarginazione inflitta o autoinflitta, “l’innocenza perduta”.
Soprattutto gli ultimi lavori, si sono incentrati sulla riscrittura di episodi della Storia, dei classici, dei miti – secondo il tuo sguardo interpretativo – . Il teatro contribuisce anche così a rendere più vivo il sentimento di consapevolezza, di responsabilità, di cittadinanza (del resto al titolo dello spettacolo Eleonora segue la frase con civica espansione di cuore).
Che meraviglia, che sintesi, che forza questa espressione di donna Eleonora Pimentel! Talmente bella che un passo de “Il monitore napolitano”, il giornale rivoluzionario che lei dirigeva, lo metterei in linea di bellezza con uno scritto di Franz Kafka. Nel suo racconto più bello, “Il cavaliere del secchio”, il narratore ceco racconta di un uomo che muore di freddo perché non ha abbastanza soldi per comprare il carbone per la stufa: il carbonaio gli nega il carbone e il povero cristo muore di freddo e vola via come un cavaliere a cavallo del suo secchio vuoto. Eleonora, per dare l’idea di come, in un momento di povertà estrema si possa essere rivoluzionari, cita come esempio il carbonaio Gabriele Stendardo che “con civica espansione di cuore, ha cominciato a vendere a basso costo il carbone.” Se il Cavaliere del secchio avesse incontrato Gabriele Stendardo non sarebbe morto di freddo.
Medea, ultimo lavoro teatrale, è stata rappresentata a marzo a Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. La vedremo ancora sulle scene e quali sono i progetti in cantiere?
“Medea” sarà in scena il 24 e 25 gennaio ancora all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici che ha messo sia questo spettacolo che “Eleonora Pimentel Fonseca, con civica espansione di cuore” nel programma ufficiale dell’Istituto, perfettamente in linea con la presidenza di Massimiliano Marotta che vede assieme filosofia, teatro, musica. Straordinario!
Straordinario trasformare il salone degli specchi di Palazzo Serra di Cassano in palcoscenico, con pedana, stativi, luci, strumenti, attori, costumi! Straordinario creare strade di luci con personaggi che le attraversano finendo per carezzare il busto di Socrate, sotto lo specchio settecentesco dove si specchiavano Gennaro Serra di Cassano, Eleonora Pimentel, Francesco Caracciolo e Gerardo Marotta! Che il giorno del suo compleanno, il 26 aprile, come ogni anno, festeggeremo sul palco facendo lo spettacolo su Eleonora a cui era tanto legato: l’anno scorso presi il ritratto di Gerardo
che il figlio Massimiliano aveva portato a teatro/istituto e lo misi sulla scena, assieme a Socrate! Vorrei poi esordire sempre lì con “Riccardo III” di Shakespeare, poi “A porte chiuse” di Sartre, poi “Ubu roi” di Alfred Jarry, “Anna Karenina” di Tolstoj, “L’anima buona del Sezuan” di Bertolt Brecht. Sì, tutti grandi classici ma è lì che ritrovo il presente e il futuro, per questo sono “grandi” e sono “classici”. Le mie messinscene però non hanno nulla di classico, inteso come ripetizione di schemi, stereotipi stantii, recitazioni di testi che così pappa/galleggiando perdono tutta la loro vitalità.
Lasciami ora citare i nomi degli attori con cui sto felicemente collaborando per questi spettacoli: Annalisa Renzulli (che è Medea, che è Eleonora e che è il mio dramaturg e aiuto regista), poi Salvatore Veneruso, attore super eclettico con cui collaboro da tanti anni, e ancora Serena Cino, Livia Berté, Dario Barbato, Alfonso Salzano, Marianna Barba e il mio disegnatore luci Ciro Di Matteo.
Tre brevi frasi che definiscono per te il teatro, l’azione teatrale, il suo senso.
1) Il teatro è il personaggio. Puoi con la regia inventare segni di qualunque bellezza e visionarietà ma se i personaggi in scena non lo sono a 360 gradi, il pubblico che non è in preda di una “attesa” (altra chiave della sociologia del teatro) prefabbricata ed è quindi libero da pregiudizi, non gli crede e giustamente dopo dieci minuti ti abbandona senza pietà.
2) L’azione teatrale è il personaggio che pensa, agisce e vive con gli altri personaggi.
3) Il senso del teatro è “fascination, I know”. per dirla alla Nat King Cole.
Teatro e istituzioni, teatro e città / territorio, teatro – educazione, teatro e scelta politica (intesa come impegno civile). Quattro brevi frasi che possono dare spunti di riflessione.
Poiché ogni attore, ogni spettacolo, ogni compagnia di teatro soffre di un sistema teatrale che è figlio del sistema politico e sociale vigente, le mie quattro brevi frasi sul da farsi perché il teatro incida socialmente sono:
1) Azzeramento di tutte le cariche di tutti i teatri pubblici e festival finanziati da enti pubblici.
2) Azzeramento di tutte le cariche politiche, istituzionali e amministrative che sovrintendono ai finanziamenti e alle nomine dei teatri pubblici e festival finanziati da enti pubblici.
3) Azzeramento quindi di tutti i legami politici che da almeno 50 anni hanno fatto del teatro pubblico ma anche il teatro privato finanziato dal pubblico il settore lavorativo più clientelare, “amichettistico” e compromesso della società.
4) Elezione popolare di tutte le suddette cariche azzerate riservata a chi non ne ha mai avute da 50 anni a questa parte. Ultima breve notazione: qualche anno fa scrissi un piccolo saggio dove dimostravo (sociologicamente) che in Italia il declino dell’arte è dipeso dal declino della struttura sociale. Se vuoi, la aggiorno e te la mando. Con grande piacere


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Riccardo De Luca (1953) si laurea in sociologia del teatro. Mette in scena e recita testi di Ibsen, Ghelderode, Di Giacomo, Vian, Pinter, Buzzati, Bulgakov, Shakespeare, Brecht, Pirandello, Lorca, Tennessee Williams, Voltaire, Santanelli, Ĉechov, Euripide. Trascrive per il teatro e mette in scena dai romanzi, dai racconti e dalle liriche e dalle canzoni di Maldacea, Aub, Jara, Borges, Dante, Gautier, Voltaire, Striano, Pessoa, Macciocchi, De André, Totò. Insegna recitazione alla “Bottega teatrale del Mezzogiorno” diretta da Antonio Casagrande, alla “Scuola di teatro” diretta
da Isa Danieli. Al cinema è aiuto-regista e recita con Lina Wertmüller e Paolo Villaggio in “Io speriamo che me la cavo” e “Ferdinando e Carolina”. È regista e attore di un medio metraggio “Il sonno dell’anima”. In televisione è aiuto-regista e recita con Felice Farina nei tre film televisivi “Felipe ha gli occhi azzurri 2” ed è stato sceneggiatore di “Un posto al sole”. Nel 1992 fonda e dirige “Experimenta – Compagnia di Teatro, Compagnia di Cinema, Scuola di Recitazione e Dizione”. Attualmente regista, autore e attore di “Stati Teatrali”.
Teatro
2025, autore, regista e attore in “NEL CUORE DEL TIRANNO, QUANDO I CANGURI DI LUCIA MIGLIACCIO ASSALIRONO FERDINANDO I RE DELLE DUE SICILIE”
2025, traduttore, regista e attore in “MEDEA” di Euripide. Con Annalisa Renzulli, Salvatore Veneruso, Alfonso Salzano, Serena Cino, Livia Bertè. Debutto in stagione al Teatro De Lise di Sarno.
2016/2025, autore, regista e attore di “ELEONORA PIMENTEL FONSECA, CON CIVICA ESPANSIONE DI CUORE”.
Con Annalisa Renzulli, Riccardo De Luca, Daniela Cenciotti. Debutto alla Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore per Natale a Napoli, attualmente spettacolo stabile all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Napoli. Prod. Stati Teatrali.
2016, autore, regista e attore di “MADRE DI PIETÀ”, amore e morte all’origine della Cappella Sansevero, dall’omonimo libro di Beatrice Cecaro. Con Antonella Romano, Annalisa Renzulli, Mimmo Calopresti, Riccardo De Luca, Tina Femiano, Gino Grossi, Lucrezia Delli Veneri, Francesco Marino. Debutto al Museo Diocesano per il Napoli Teatro Festival Italia. Prod. Stati Teatrali.
2014/2015, autore, regista e attore di “TOTÓ DENTRO”, poetic music-hall sull’anima più segreta di
Antonio de Curtis, Con Riccardo De Luca, Roberta De Pasquale, Annalisa Renzulli, Michele Romano e Luigi Vuolo. Debutto al Teatro Colosimo di Napoli per il Forum Internazionale delle Culture, poi al Teatro Diana di Napoli. Prod. Ass. Cult. Experimenta.
2015, autore, regista, voce recitante e percussionista di “ANIME DANNATE”, da “L’altro figlio” di Pirandello e “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo. Con Tina Femiano e Francesca Fedeli. Musiche di Sergio Bruni. Prod. Ass. Cult. Altamarea.
2014, autore, regista e attore di “PRELUDIO A LA TRAGEDIA DI RE RICCARDO III DI WILLIAM SHAKESPEARE”. Con
Roberto Azzurro, Riccardo De Luca, Annalisa Renzulli, Francesca Rondinella, Prod. Experimenta. Debutto Teatro Nuovo Sancarluccio, in rassegna “Tutto il mondo è palcoscenico”
2014, regista e attore di “DUE SIGNORE” di Manlio Santanelli, con Caterina de Angelis, Tinny Auricchio, Riccardo De Luca. Debutto al Nuovo Teatro Sanità (Napoli), Prod. Experimenta.
2014, regista e attore di “VARIAZIONI DA BRANI DI TRE SORELLE” di Anton Cechov, con Riccardo De Luca, Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale, Annalisa Renzulli, Salvatore Veneruso. Debutto nella rassegna “Ironia, il tuo nome è donna” al Nuovo Teatro Sanità (Napoli)
2013, regista e adattatore di “L’ORSO E LA CORISTA” da “L’orso” e da “La corista” di Anton Cechov, con Elisabetta De Luca, Gennaro Maresca, Roberta De Pasquale. Debutto al Teatro Cerca Casa (Napoli). Prod. Compagnia di Teatro Experimenta.
2012, regista di “ULTIMO ATTO” di Franco Cossu, con Annalisa Renzulli. Corto selezionato al Festival di Corti Teatrali “La Corte della Formica” 2012, debutto al Piccolo Bellini di Napoli. Prod. Compagnia di Teatro Experimenta.
2012, regista e autore di “COME SONO TUTTI NERVOSI, E QUANTO AMORE, OH LAGO STREGONE!” ovvero “Il
gabbiano” di Anton Cechov. Con Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale, Gennaro Maresca, Anna Rosa Confuorto, Milena Cozzolino, Annalisa Renzulli, Michele Romano. Prod. Ass. cult. Experimenta. All’interno della rassegna del Comune “Natale Ha Napoli”, debutto all’Arci Teatro Cavalleggeri d’Aosta di Napoli.
2012, regista e autore di “BALENE, BALENOTTERE, SCAMPI, GRECI, ARMENI, ZINGARI E NAPOLETANI” ovvero “Le
nozze” di Anton Cechov. Con Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale, Gennaro Maresca,Milena Cozzolino, Michele Romano, Maria Sperandeo, Giovanni Sicignano e la Compagnia dei giovani di Experimenta. Prod. Ass. cult.
Experimenta. All’interno della rassegna del Comune “Natale Ha Napoli”, debutto all’Arci Teatro Cavalleggeri d’Aosta di Napoli.
2011, regista, autore, coreografo e musicista di “71 ROSE DI RAME, VIAGGIO ATTRAVERSO L’UTOPIA, DAGLI SCRITTI E DAI PERSONAGGI DI FABRIZIO DE ANDRÉ. Con Luisa Amatucci, Salvatore Veneruso, Elisabetta De Luca, Maria Sperandeo, debutto al Teatro Elicantropo, Prod. Ass. cult. Experimenta.
2010, regista di “LA MOSCA NEL BRODO” con testi del laboratorio di drammaturgia tenuto da Manlio Santanelli. Con gli attori della Compagnia di Teatro Experimenta. Prod. Ass.cult. Experimenta, debutto Sala Ferrari di Napoli.
2009, regista e attore del film “IL SONNO DELL’ANIMA” sceneggiatura di Elisabetta De Luca, con Elisabetta De Luca, Igor De Vita, Riccardo De Luca.
2009, regista di “UNA FAVOLA RACCONTATA DA UN IDIOTA”, con testi di Cechov e Shakespeare. Con Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale e gli attori della Compagnia di Teatro Experimenta. Prod. Ass. cult. Experimenta, debutto Sala Ferrari, Napoli.
2008, regista di “UN MINUTO DI SILENZIO” di Manlio Santanelli. Con Elisabetta De Luca. Prod. Teatro Bellini. Debutto Auditorium Teatro Bellini, Napoli.
2007, autore de “DI ULTIMA GENERAZIONE” scritto assieme a Daniela Michelino, per la regia di Iolanda Salvato. Prod. La ribalta, debutto Teatro Italia, Eboli, in Teatri della Legalità.
2006, regista di “PEER GYNT” di Henrik Ibsen. Con Tinni Auricchio, Caterina De Angelis, Igor De Vita, Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale, Amalia Abbisogno, Tamara Spano, Marco Zara. Prod. Experimenta, debutto Casamicciola Terme, festival Ibsenarte, col patrocinio dall’Ambasciata di Norvegia.
2005, regista di “L’ABERRAZIONE DELLE STELLE FISSE” di Manlio Santanelli . Con Cesare Belsito, Franca Abategiovani, Christal White, Carlo Ragone. Prod. La bilancia, debutto Teatro de’ Servi, Roma.
2004, regista e autore di “PINOCCHIUS CUM FIGURIS”, da “Pinocchio” di Collodi. Spettacolo vincitore miglior regia e attore protagonista della prima edizione del Romateatrofestival. Prod. La ribalta, debutto Teatro Furio Camillo, Roma. 2003, regista e autore di “SPEGNI LA LUCE CHE IL CIELO C’È” Con Salvatore Veneruso, Prod. Attori Insieme. Debutto Cortile della scuola Tito Livio, Napoli, rassegna “Restate in cortile”.
2002, regista di “MALDACESARE” dal teatro di Maldacea. Con Cesare Belsito, musiche di Paolo Coletta. Prod. Attori insieme. Debutto al Teatro del Ventesimo secolo, Roma.
2001, regista di “SINGHIOZZI D’ACQUA” da “Yerma” di Federico Garcia Lorca, spettacolo di danza per la coreografia di Irma Cardano, con la voce recitante di Isa Danieli e le musiche di Lino Vairetti. Prod. Ivir danza. Debutto Teatro Cilea, Napoli.
2000, regista di “LUNE E MADONNE” da “I blues” di Tennessee Williams. Con Tina Femiano, Carmen Femiano, Luigi Grossi. Prod. Teatro Nuovo Il carro, debutto Teatro Nuovo, Napoli.
1999, regista, autore e protagonista di “CON CIVICA ESPANSIONE DI CUORE” da “Il resto di niente” di Enzo Striano, “Cara Eleonora” di Maria Antonietta Macciocchi, “Il Monitore napoletano”, documenti d’epoca della
rivoluzione partenopea del 1799, racconti di Franz Kafka. Con Salvatore Veneruso, Leda conti, Tinny Auricchio, Peppe Celentano, Pilar Russo. Prod. “Experimenta”, debutto Salone delle Feste di Palazzo Marigliano, Napoli.
1998, regista e autore di “TANGO E POESIA” da Carlos Gardel a Jorge Luis Borges. Con Imma Villa, Tina Femiano, Federica Aiello. Prod. Experimenta, debutto Salone delle Feste di Palazzo Marigliano, per la rassegna Marzo Donna, per il Comune di Napoli.
1997, regista di “IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE“ di Fernando Pessoa. Con Stefania Pelella, Tinny Auricchio, Caterina De Angelis e Pilar Russo. Prod. Experimenta, debutto Salone delle feste per il Convegno internazionale “Napoli-Mondo: interculturalità del Mediterraneo” con l’Associazione Eleonora Pimentel Lopez de Leon e La Soprintendenza Archivistica della Campania.
1996, regista e autore di “VOCI DI DONNA” da “Pentesilea” di Henrich Von Kleist, “Commedia con la tigre” di Doris Lessing, “Cinque atti unici per sola donna” di Arnold Wesker. Con Tinni Auricchio, Caterina De Angelis, Pilar Russo, Marilisa Castellano, Sveva Indigeno, Salvatore Veneruso. Prod. Experimenta, debutto Salone delle Feste di palazzo Marigliano, per il Maggio dei Monumenti del Comune di Napoli, all’interno del Convegno internazionale “Il diritto che nasce dalla Rivoluzione” in collaborazione con l’Associazione Eleonora Pimentel Lopez de Leon e La Soprintendenza Archivistica della Campania.
1995, regista di “UNA SPECIE DI ALASKA”, “STAZIONE VITTORIA”, “NOTTE” di Harold Pinter. Con Stefania Pelella, Franco Silvestri, Maurizio Sparano, Maria Cerrone, Gino Grossi. Prod. Alfred Jarry. Debutto Teatro Ausonia, Napoli. 1991, regista di “L’ALTRO FIGLIO” di Luigi Pirandello. Con Tina Femiano e Carmen Femiano. Prod. Leodan. Debutto Teatro San Carluccio, Napoli.
1990, regista di “DON CHISCIOTTE” di Michail Bulgakov. Con Mario Santella, Gigio Morra, Stefania Pelella, Sonia Prota, Paolo Coletta, Maurizio Sparano, Sergio Di Paola, Luigi Grossi, Maria Cerrone. Prod. Alfred Jarry. Debutto Teatro Ausonia, Napoli.
1989, regista e autore di “SCONFINI” dai racconti di Dino Buzzati. Con Paolo Coletta, Stefania Pelella, Alberto Angrisano, Cesare Belsito, Ciro Ruoppo, Romita Losco, Toni Maresca. Prod.Alfred Jarry. Debutto Teatro Ausonia, Napoli.
1988, regista di “’O VICO DE SUSPIRE” di Salvatore di Giacomo. Con Roberto Azzurro, Alberto Angrisano, Rino Di Martino, Gino Grossi. Prod. Teatro in piazza. Debutto Teatro Ausonia, Napoli.
1987, regista, protagonista e autore di “AMOR CONDUSSE NOI” da Dante a Gautier. Con Roberto Azzurro, Alberto Angrisano, Maria Luisa Catalano, Gino Grossi, Maria Cerrone. Prod. “Il ponte”. Debutto Teatro San Carluccio, Napoli. 1986, regista, autore e protagonista di “LULLABY PEER, LULLABY GYNT” dal ”Peer Gynt” di Henrik Ibsen. Con Vittorio Petito, Rino Di Martino, Maria Cerrone, Gino Grossi. Prod. “Il ponte”, debutto Teatro San Carluccio, Napoli.
1985, regista di “GENERALI A MERENDA” di Boris Vian. Con Peppe Cementano, Gino Grossi, Prod. “Il ponte”, debutto Teatro Bardefè, Napoli.
1985, regista, protagonista e autore di “NOI CRISTOFORO E IL RE” da “Escurial” e “Cristoforo Colombo” di Ghelderode. Con Massimo Azzoni, Vittorio Petito, Gianfranco Montagna. Prod. ”Il ponte”. Debutto Teatro Bardefè, Napoli.
