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Etnopsichiatria pratica

etnopsichiatria

Etnopsichiatria pratica

di Annamaria Medugno, neuropsichiatra.

Storie di ordinario lavoro in un Centro di Salute Mentale: alcune ore della giornata spese vicino a un paziente che si voleva ricoverare e non si voleva ricoverare, con metà famiglia che diceva sì e l'altra metà che diceva no, con il preziosissimo posto letto messo gentilmente a disposizione dai colleghi del Monaldi (scelto dal paziente perché dotato della migliore cappella di Napoli) e tutti i componenti della famiglia, compreso il paziente (designato).

In contemporanea, comunicazione telefonica con interlocutori esterni, conclusasi con una 'messa' alla porta per me e un regalo, sempre per me: '10° Anniversario Calendario cristiano 2011, più che vincitori in Cristo'.

Rientrata s-finita al servizio, con l'unico desiderio di ricoverarmi da qualche parte, ma c'è un altro paziente, ritornato dopo un anno, che quando cerco di convincerlo che la terapia la deve praticare presso il CSM di attuale competenza territoriale, caccia un piffero, inizia a suonare, e dice: 'Dottoressa, ma posso continuare a venire a suonarle il piffero? perché la musica è un massaggio cardiaco'. Un altro, poi, mi mostra le analisi che gli ha prescritto il gastroenterologo, perché lui, il gastroenterologo, non l'ha trovato, e fa: 'A Natale le regalo un paio di calzini, se non le vanno li può cambiare, mi sono già accordato con il negoziante.'

 È vero, oggi sono stati generosi con me i pazienti, ma prometto solennemente che almeno su fb parlerò solo di gatti!

Una 'vecchietta paziente' del CSM che vedo io oggi per la prima volta. Diabetica in trattamento, sindrome dismetabolica e varie. Mi mostra le ultime analisi: aumento glicemia, aumento trigliceridi, aumento colesterolo cattivo, colesterolo buono basso. Mi dice che segue una dieta molto ferrea. Le chiedo quale. Una dieta abbastanza adeguata ai pasti principali (preparati dall'attento fratello), peccato intervallata da tanti piccoli spuntini a base di taralli nzogna e pepe e insaccati. Ne parliamo, le dico che non sono proprio il meglio per lei, almeno non tutti i giorni, le consiglio di introdurre più pesce magro, e lei: 'Si si, dottoressa, le seppie e i calamari vanno bene?', poi le suggerisco carni bianche, 'si si dottoressa, il maiale va bene?', quindi passiamo alle verdure, 'si sì, dottoressa, i friarielli mi piacciono assai!' Ahahah svelato l'arcano, la vecchietta è una buongustaia!

1° ottobre 2021

Da 24 ore sono molto incazzata. Qualcuno potrebbe dire, perché tre giorni sei stata in vacanza. No, sono stata in 'vacanza' in un posto umano, dove l'albergatore mi ha detto 'Amo Napoli, allì mi sento a casa mia (e grazie, è quasi tutta spagnola!). Ma non ci vivrei. Aquì a Cadiz siamo più rilassati e sereni'.

Un tempo, quando ero giovane e i viaggi potevano durare anche un mese e più, mi mancava la mia città, a volte me ne tornavo anche prima del previsto, sì, altrove era tutto era pulito, organizzato, perfetto, ma mi mancava quel qualcosa, forse il calore di Napoli. Forse ero solo più tollerante, forse ero solo giovane…

24 ore fa sono sbarcata a Capodichino, alle 11 di sera, aspetto il mio turno e prendo il taxi (ne ho presi tanti in tre giorni, si è chiacchierato del più e del meno, di quanti tanti! semafori ci sono a Siviglia, per esempio). Quando comunico al tassista il mio indirizzo, quello sgarbatamente mi risponde 'E proprio il mio tassì dovevate prendere?!'

Osservo che è un caso, ho solo aspettato il mio turno.

E lui 'Io là non vi accompagno, vi lascio a via Foria' e io

'Ma lei sta scherzando?! Lei mi accompagna fin sotto casa!' e poi aggiungo 'Simm' arrivati a Napoli!'

E lui: 'Questo non lo dovete dire, simm'a città chiù bell' do munn'!' '

Già, la città, però voi facit o tassista e m' vulite lascià a per'!'

'E voi non potevate andare che so a Sorrento?' '

E certo, io vulesse abità a Surrient', ma purtroppo abito nel centro di Napoli, c'aggia fa?!'…

Il giorno dopo: prenotati settimane fa vari accertamenti, tra cui RM. Mi reco al centro radiologico. Le ricette non vanno bene, non fa niente, rinuncio per ora a una parte delle indagini, lascio la RM, ché tra poco bloccano le convenzioni ché stiamo a fine anno e all'ASL i conti non tornano. Mi metto in attesa. Arriva il mio turno, dopo due ore di attesa per disguidi interni, ma… Ma il tecnico radiologo chiama un'altra persona. Gli faccio notare che c'ero prima io. Mi risponde che mi sbaglio. Gli ripeto che ci sono prima io, chiedo ed ho conferma dall'addetta all'accettazione. Ribadisco la mia precedenza. Poi dico 'Se poi è perché la persona che vuole fare entrare prima è più anziana di me… (Ma avevo già sentito che la figlia che l'accompagnava aveva appuntamento per la palestra e temeva di perdere la lezione…)' Lui mi risponde 'E se lo sa che parla a fa!''

A me, stu muccus scustumat si permette di rispondere così a una donna di sessant'anni in attesa di fare una RM!

Dico che non voglio più fare l'esame e che voglio andare via. L'addetta alla accettazione mi dice mortificata 'Signora, lei ha ragione, lavoro da 24 anni in questo centro e non ho mai trattato nessuno così. Se vuole aspettare le chiamo un altro tecnico'.

Va bene, con un altro va bene. Il tecnico maleducato si rizzela, dice che è lui di turno alla risonanza e l'esame lo deve fare lui (dopo avere nel frattempo imposto la precedenza e fatto l'esame all'altro paziente, padre forse della sua amica…). Io gli dico che non mi farò mai visitare da una persona come lui, bugiarda e maleducata. E che se si vuole dare la precedenza a un altro paziente, cosa che capita molto spesso anche a me, si chiede il permesso e la cortesia agli altri utenti già in attesa! Restituisco la pratica e me ne vado, consapevole che non potrò più fare l'accertamento in convenzione. Salgo al primo piano, passo dalla responsabile del centro e segnalo l'accaduto. La stessa salta quando riporto testuali parole 'e se lo sa che parla a fa', chiede scusa (ah, se solo il moccoso avesse chiesto scusa…) e dice 'Signora, se vuole, siamo a sua disposizione, le prenoto una visita con un altro tecnico. Cose del genere non dovrebbero mai capitare soprattutto in un luogo dove si viene per sofferenza'. La ringrazio e me ne vado. Lei esce con me, per andare giù, in radiologia…

24 ore e sono già stanca, molto stanca e molto incazzata. Un tempo non vedevo l'ora di ritornare nella mia Napoli. Dov'è finita? O dove sono finita io?

(Ps: 25 euro di taxi, ché in metro l’assembramento fa paura…)

10 ottobre 2021

Oggi giornata mondiale della salute mentale. Al servizio dove lavoro qualche anno fa eravamo in 300, giovani e forti, e ora siamo in 3, qualcuno pure vecchietto e malandato…

La pigolatrice del rione Sanità.

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