BENE COSÌ E UN “MA”
Di Luciano Scateni
Lo so, questo esordio di Fiorentina-Napoli deluderà la sete di cronaca dettagliata del match del tifoso doc, portatore sano del virus “Forza Napoli sempre” che esulta quando la squadra ha la meglio sull’avversaria di turno, anche se palesemente di caratura molto inferiore, anche se i ‘tre punti’ non sono frutto del bel calcio. Loro si nutrono di racconti dettagliati, di percentuali del “possesso palla”, bilanci positivi dei corner a favore e contro, di analisi sul 1-3-4-3 o il 4-1-4-1 di Conte eccetera. Bestemmiano se la conclusione di un azzurro rimbalza sul palo, sul turn over quando il cronometro tocca il 70esimo di gioco. Abolito il fatidico “al via il primo pallone è del…”, nessun cenno alla protesta degli ultra per il numero ridotto di posti ai napoletani concessi dalla Fiorentina alle prese con la ristrutturazione di mezzo Artemio Franchi e invece un breve racconto da libro ‘Cuore’ di De Amicis, che appassionerebbe Gianni Rodari. Narra di un uomo che il calcio business non ha totalmente contaminato e rende merito a Kalidou Koulibay, mitico difensore centrale da Nobel in quel ruolo, che il Napoli ha ‘licenziato’ incautamente, per far cassa. Kalidou ha inaugurato l’Academy del calcio da lui finanziata nel Senegal, per consentire ai bambini di diventare profeti in patria. Nella struttura sarà garantita la formazione di 16 ragazzi che studieranno e impareranno il gioco del pallone. L’obiettivo del difensore centrale dell’Al Hilal, squadra della Saudi League, è di “Creare campioni, ma soprattutto gli uomini del futuro. La cultura è fondamentale” Il suo staff lavora anche per la costruzione di un ospedale pediatrico a Ngano, nel villaggio originario dei suoi genitori. “Con questa iniziativa restituisco alla mia Africa quanto mi ha dato da bambino.
E ora tempo e spazio brevi per dire di Fiorentina-Napoli senza fronzoli e domande virtuali a Conte e Pioli. Miste Conte, anche se in largo e meritato vantaggio, è opportuno richiamare in panchina mezza squadra mentre la Fiorentina, assorbito il trauma dei primi venti minuti degli azzurri da big in tricolore, innestano la prima marcia e consentono ai viola di spaventare il Napoli con la pericolosità di Kean e Merzagora e la verve di Dodo che sfiorano più volte il gol? Fino a dove si può tirar via dal campo cinque giocatori e sostituirli con seconde linee a disagio nell’entrare nel vivo della partita, per ritrovare i titolari giovedì vispi e riposati contro il Manchester City di Guardiola? Parentesi: la vittoria per 3 a 1 conferma il buon esito della ‘campagna acquisti’. In gol De Bruyne (rigore procurato da Anguissa, sgambettato in area) Hoylund, bomber autore di un guizzo da predatore grazie a un intelligente assist di Spinazzola e Beukema (gol di rapina: calcio d’angolo di Politano, gran mischia in area, tocco per il nuovo difensore di Anguissa e gol da un metro dalla porta difesa da De Gea. Come in molte altre circostanze poi l’errore di lasciare generosamente l’iniziativa ai viola, che in un finale hanno dominato e con aggressività inaspettata hanno modificato il punteggio con un gol di Ranieri senza marcatura nell’area di rigore del Napoli (ma qualche colpa ce l’ha anche Milinkovic-Savic). C’è da scommettere che se la partita fosse durata mezz’ora in più la squadra di Conte avrebbe rischiato e molto. Ce n’è anche per Pioli: la sua Fiorentina è quella remissiva dei primi venti minuiti o l’altra, che in uscita dallo choc iniziale ha messo in seria difficoltà gli azzurri? E poi, perché Fazzini per mezza partita e più in panchina? L’assalto arrembante dei viola nella parte finale del match si deve alla sua intraprendenza.
Ok, quel che vale è il nono punto dopo le prime tre partite e attesa emotiva dello spettacolo di giovedì contro una delle migliori squadre inglesi. In bocca al lupo, azzurri.
