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Sociologia e finanziamento per gli interventi locali per il Terzo Settore. Il decreto del Ministero del Lavoro

Sociologia e finanziamento per gli interventi locali per il Terzo Settore. Il decreto del Ministero del Lavoro

Sociologia e finanziamento
per gli interventi locali per il Terzo Settore.
Il decreto del Ministero del Lavoro

di Sergio Mantile

Con due distinti provvedimenti, sono stati stanziati oltre 70 milioni di euro, spalmati sugli anni 2022, 2023 e 2024, per attività di interesse generale di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni.
In particolare, con il decreto direttoriale 286/2022 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali vengono stanziati 23.769.175 euro per il 2022, 20.247.817 euro per il 2023 e 22.008.497 euro per il 2024, in base agli accordi di 18 programmi sottoscritti con le Regioni e le pubbliche amministrazioni. (https://www.cantiereterzosettore.it/oltre-70-milioni-di-euro-per-le-attivita-di-interesse-generale-per-il-terzo-settore/)

Con il decreto direttoriale 299/2022 (https://www.cantiereterzosettore.it/wp-content/uploads/2022/11/decreto-di-approvazione-ADP-2022-2024-Reg-Campania.pdf) dello stesso Ministero, inoltre, è stato approvato l’accordo di programma sottoscritto con la Regione Campania, per un importo complessivo di circa 4,7 milioni di euro, nell’ambito degli interventi a sostegno degli enti del Terzo Settore, che verranno ripartiti nel modo seguente per annualità:

La mole di stanziamenti approvati per il Terzo Settore è così imponente che potrebbe contribuire a favorire l’integrazione dei soggetti del secondo welfare, dando maggiore sistematicità alle attività che gli enti privati costituiti con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale svolgono.
E questo, non solo significherebbe dare una maggiore continuità alla erogazione dei diversi servizi offerti, e alla loro fruizione, ma anche maggiore sicurezza al quasi milione di operatori (ben 870.183 i dipendenti nel 2020 degli enti non profit secondo l’ISTAT1).
Inoltre, dato che, nonostante la maggior parte dei lavoratori, con circa 500mila attività per 182.000 enti, sia concentrata al Nord, la diffusione degli enti non profit è in aumento al Sud (nel 2019, rispetto all’anno precedente +1,8% nel Mezzogiorno, +1,2% nelle Isole e +1,1% al Centro a fronte di un +0,3% al Nord) si comprende quanto tale finanziamento potrebbe facilitare un riequilibrio nel numero degli enti non profit e dei loro dipendenti tra Mezzogiorno e Nord.
Per ottimizzare quindi i possibili risultati che la grande forza finanziaria immette nel mondo del Terzo Settore, ed evitare o ridurre fortemente il rischio di polverizzazione puntiforme della spesa, diventa fondamentale stabilire sociologicamente connessioni – sistematiche e scientificamente fondate – innanzitutto tra enti non profit e i fruitori dei loro servizi ma anche tra enti non profit della stessa area, anche per eventuali economie di scala, e anche tra enti con omologhe attività del Nord e del Mezzogiorno, per possibili sinergie, e confronti volti a creare standard e modelli di azione tendenzialmente uniformi.
Le associazioni professionali dei sociologi, insieme con quelle accademiche, hanno nello studio e nella definizione di tali connessioni un campo concreto e non astratto di impegno e collaborazione.

1 ISTAT. I numeri del Terzo Settore. 18 ottobre 2022

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