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Forme e significati socio-culturali della Cilentanità

Forme e significati socio-culturali della Cilentanità

Forme e significati socio-culturali della Cilentanità

di Pasquale Martucci

Alcune riflessioni introduttive al Convegno “Digressioni in tema di Identità del Cilento”,
che si svolgerà online il 26 novembre 2022 alle ore 17.00

L’identità riconduce a identico, uguale, concetto antitetico a diverso. In filosofia, è il principio di identità (A=A) che, confrontandosi con ciò che è altro (non A), consente di ragionare per differenze, opposizioni. Queste dicotomie si sono trascinate nella storia del pensiero, considerando che sono le differenze (A e non A) a produrre sviluppo ed evoluzione: nella relazione dei due opposti si produce il cambiamento e il progresso.
Le ricerche e gli studi territoriali si sono spesso occupati di identità/cilentanità, attraverso lavori sul campo, interviste, riscontri storico-sociali, per trovare gli elementi che continuano a caratterizzare la vita quotidiana, che si esplicita soprattutto negli eventi, nelle feste e nell’affermazione delle risorse del territorio.
La storia è fondante, come pure il territorio e tutti i suoi simboli, il linguaggio che continua a costituire uno degli indicatori di studio dell’identità, le modalità comportamentali delle persone che amano e vivono il loro contesto di riferimento.

Si potrebbe obiettare che l’identità è comunque tipica di ogni territorio, ed allora:
1. Quali sarebbero gli elementi differenti della cultura cilentana?
2. Quali potrebbero essere gli aspetti che inducono a parlare di affermazione di una propria specifica identità territoriale?
3. Attraverso quali concetti e termini si può affermare questa identità?

Un percorso di studio per offrire una risposta potrebbe riguardare la memoria e i saperi, e di conseguenza il vissuto sociale, che si realizza attraverso: la vita narrata e gli elementi legati al linguaggio dei protagonisti; le leggende e le storie/(ad esempio, il brigantaggio); le credenze raccontate (malocchio, scongiuro, streghe e diavoli)e lo sconfinamento nel fantastico, nell’irreale; le parole della religione (quelle popolare, intesa soprattutto come pratica). Senza trascurare il modo di narrare le storie e il linguaggio di alcuni protagonisti.
Attraverso le ricerche effettuate, a partire dagli anni novanta convenimmo con il sociologo Aldo Musacchio sulla seguente definizione di cilentanità:
essa è da intendere come “un valore collettivo che si è prodotto, in un territorio caratterizzato da un forte isolamento geografico, mediante il confronto continuo della comunità con se stessa, con la natura, con l’ambiente, con il territorio, e che si è definito grazie ad un sistema comune di regole e di pratiche di vita”.
La condizione cilentana consente di affermare che, nell’arco del novecento, fino agli ultimi due decenni, si è sviluppata una identità contadina intorno a concetti simili a quelli espressi da Tönnies sulle comunità, differenti dalle società industriali che stavano sviluppandosi.
Se le società erano fondate sull’interesse, l’avidità, la brama di profitto e l’ambizione, la comunità era fedele a se stessa nella misura in cui: era un’entità peculiare nei suoi elementi che la caratterizzavano; era piccola e riconosciuta dai suoi membri; era autosufficiente, capace cioè di provvedere alle attività e necessità dei suoi membri; era legata ad un luogo.
Questa comunità è individuabile nella società contadina, fondata su legami familiari organizzati sul modello agricolo, in cui i campi da coltivare sono la fonte primaria di sussistenza.
Le comunità di tale tipo si basano su:

  • appartenenza,
  • riconoscimento;
  • sicurezza;
  • assenza di solitudine;
  • solidarietà.

Estendendo queste teorizzazioni al territorio cilentano, si può osservare che nelle comunità si sviluppa un’identità, ancorata ai valori delle comunità di luogo e ai legami tipici della vita contadina. Di conseguenza, il senso dell’identità cilentana si riscontra in caratteristiche riconducibili a:

  • atteggiamenti e abitudini (di vita);
  • adattamento (nel rapporto con l’ambiente);
  • appartenenza e attaccamento (ai luoghi e alle persone);
  • subalternità (al potere);
  • accoglienza e disponibilità(nei confronti dell’ospite).

Dal concetto di cilentanità, non può prescindere quello di territorio, il Cilento per intenderci.

Ed allora, le domande, a cui cercheremo di dare risposte in occasione del Convegno, sono essenzialmente:
1. Cos’è il Cilento, o meglio qual è il territorio del Cilento?
2. Quale metodologia di ricerca si potrebbe realizzare per trovare le forme e le espressioni dell’identità?
3. Quali sono gli elementi che portano a parlare di cilentanità?

Link del Convegno online
meet.google.com/zre-ezab-ycr

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