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Destro e creatività

Destro e creatività

di Luciano Scateni

Delusione, a tratti sconforto: l’evoluzione della specie umana, è innegabile ed evidente se si confronta la modernità e il progresso complessivo di gran parte del mondo con l’ancestrale, primitiva diversità di tribù prive di relazioni di là dal confine di foreste inesplorate. Eppure, i prodigi della scienza, di tecnologie avveniristiche, di smisurate risorse di cui gode la ricerca, si arrendono all’impotenza di liberare l’umanità da patologie insanabili. Il caso del cancro dà senso alla denuncia: nel mondo centinaia di efficienti laboratori di ricerca sono impegnati da decenni ad aver ragione dei tumori e progressi sicuramente ne hanno realizzati, ma non tali da liberare l’umanità da questo male che fa milioni di vittime. La casta della medicina olistica solo di recente ha orientato le indagini, ritenute risolutive in direzione del sistema immunitario: ingabbiata nelle incomplete informazioni sulla complessità del cervello, ha perseguito nel dar credito a guarigioni senza un perché, definite ‘miracolose’, all’ intercessione celeste di santi e madonne. A fatica, talvolta con fiera resistenza, ha prevalso l’ostilità alla rivoluzione nata dalle esperienze condotte dalla celebre scuola di Palo Alto sullo ‘sprit brain’, sul cervello diviso. Si deve al dottor Sperry, al suo primo intervento di commissurotomia, di scissione dei due emisferi, il via alla conoscenza delle rispettive specificità. In breve: in soggetti di cultura occidentale il sinistro sovrintende ai processi logico-analitici, alla razionalità ed è sede del linguaggio, come confermano le conseguenze dell’ictus che lo colpisce. Il destro è sede della memoria, della fantasia, della creatività e del sistema immunitario. Per tornare alle guarigioni che la medicina ufficiale accetta di accreditare a miracoli, la tesi alternativa, dei ricercatori di Palo Alto, sostiene che la forte suggestione di luoghi mistici (Lourdes, Padre Pio…) attivi l’emisero destro e ‘miracolosamente’ il sistema immunitario, che può combattere e sconfiggere anche il cancro. In altro ambito si agganciano alla tesi i fenomeni senza spiegazione della genialità di Leonardo, Einstein, Mozart, espressioni di non chiarita unicità, dell’eccezione di musicisti bambini, eccelsi esecutori e compositori, della poliedrica vis creativa di Leonardo, delle illuminazioni degli inventori. Per motivi da identificare, tutti loro, in controtendenza con l’appartenenza del genere umano al mondo dei sinistrorsi celebrali, hanno invertito il rapporto con le funzioni dei due emisferi. A dimensione di gran lunga inferiore, si propone il fenomeno della creatività, che nei due anni e più della pandemia ha impedito disturbi mentali, oltre ai danni fisici da Covid. Eludendo l’obbligo di non introdurre in argomento le vicende personali, consento uno strappo al rispetto della riservatezza, per citare i cinquecento disegni realizzati, pubblicati ogni giorno sul mio profilo Facebook, nessuno uguale all’altro. Non sono il solo ad aver esorcizzato le insidie di lockdown e quarantene con la connessione permanente all’emisfero della creatività, status appreso acquisendo le strategie della Npl (neuro programmazione linguistica). Primo step dell’approccio è stato il famoso saggio di Paul Watzlavick “Change”, edito in Italia da Astrolabio, che ha tradotto decine di libri sul tema.

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