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Intervista a Rossella Chiapparelli

Intervista a Rossella Chiapparelli

di Maria Valeria Smitti

Dottoressa Chiapparelli, fino a qualche decennio fa, nell'immaginario collettivo, la figura dell'assistente sociale era facilmente equiparata a quella della crocerossina, ossia ad una figura femminile ed ausiliaria di attività maschili più importanti.  Ritiene che a quella rappresentazione possano aver contribuito sia lo specifico utilizzo istituzionale della professione che il percorso formativo formale, in passato non particolarmente complesso (oltre, ovviamente, all'atteggiamento non molto aperto, quando non misogino, delle organizzazioni professionali e delle istituzioni nei confronti delle donne)?

Si, ritengo che a quella rappresentazione possano aver contribuito più fattori, sia per lo specifico utilizzo istituzionale della figura professionale sia per una questione culturale. Tenuto conto che la prevalenza di donne non è solo una caratteristica italiana ma anche di altri paesi con cultura e tradizioni diverse: questione “genetica", culturale, destino, scelta, il fatto è che le donne si occupano degli altri anche professionalmente.

In ogni caso, l'assistente sociale odierno, il laureato in Scienze del Servizio Sociale, rispetto al passato, sembra aver ampliato notevolmente sia le competenze che i campi di applicazione professionale. È così?

 Si, è esattamente così. Oggi l’assistente sociale lavora a 360 gradi con tutta l’utenza che ha domanda di bisogno, fabbisogno, aiuto, formazione, assistenza.

Lei è anche la presidente dell'Associazione no-profit di Promozione Sociale ''Social Skills''. Da quanto tempo è stata fondata, partendo da quali premesse e con quali obiettivi?

L’associazione è stata fondata sei anni fa con lo scopo di promuovere e valorizzare le competenze sociali. Essa gestisce due poli, uno dedicato alla formazione professionale ed uno alla progettazione sociale.

Quali sono le attività svolte da Social Skills in questi anni?

Attività di formazione per tutte le professioni di aiuto e gli insegnanti, progettazione sociale, partecipazione attiva a bandi comunali e regionali, organizzazione di convegni, corsi, master, seminari, presentazione di libri.

Quali di esse le hanno dato maggiore soddisfazione e per quali ragioni?

Sicuramente tutte le attività dei due poli, ma in particolare la progettazione sociale quale ‘’ fuori e dentro la rete’’ da noi ideato per il contrasto e la prevenzione del fenomeno del bullismo. Il motivo risiede nel grande successo riscontrato negli eventi ad esso dedicati quali il tour nelle scuole campane ed un convegno nazionale.

Ha riscontrato qualche differenza tra l'esperienza di studio universitaria e quella di lavoro effettivo sul campo? Se si, quali ritiene le più importanti?

Si la differenza risiede tutta nell’esperienza effettiva che il breve tirocinio formativo universitario non completa, donando sole le basi dell’effettiva pratica professionale.

Per lo svolgimento del suo lavoro, con quali altre figure professionali si trova generalmente ad operare?

Con sociologi, pedagogisti, psicologi, insegnanti, avvocati, criminologi, formatori, mediatori.

Ha mai riscontrato difficoltà di collaborazione con esse? Se si, dovute a fattori di comprensione tra codici tecnici differenti, o ad impostazione del lavoro o ad altro?

No, non ho mai riscontrato problemi di sorta perché ho tenuto fede al mio codice deontologico.

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