Cosa accade al Cortile delle Carrozze
Di Rita Felerico
Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli
progetto ideato e curato da Ruggero Cappuccio
produzione Campania Teatro Festival – Fondazione Campania dei Festival
Il Cortile delle Carrozze a Palazzo Reale ospita la quinta edizione del progetto ideato da Ruggero Cappuccio; il progetto si pone come obiettivo quello di celebrare con letture drammatizzate scritte per l’occasione da autori o autrici cari al pubblico e interpretate e messe in scena da attori o attrici altrettanto amati, l’eredità artistica, storica, culturale dell’epoca borbonica, focalizzando il rapporto con il territorio, la sua storia e le sue qualità e caratteristiche ambientali.
CLORIS BROSCA legge DANZA CON ME
scritto da ENZA SILVESTRINI
MUSICHE DAL VIVO GIOVANNI IMPARATO – percussioni e voce
Il 22 giugno Cloris Brosca ha interpretato un racconto scritto da Enza Silvestrini accompagnata dal bravissimo percussionista Gianni Imparato che ha saputo esprimere, accompagnare, valorizzare con i suoni e le note della sua musica i vari passaggi della storia e i suoi momenti più significativi. Danza Con Me il titolo del racconto, ambientato nel 1754, quando ad Ercolano durante la campagna di scavi voluta da Carlo di Borbone fu ritrovata una delle statue delle danzatrici che portò alla scoperta della Villa dei Papiri. Il monologo, ritmicamente serrato, ridona vita allo statico personaggio che acquista movimento e parola: si immaginano i sinuosi passi di danza, il volteggiare delle mani, il fruscio della veste e le parole a commento dei restauri, delle tecniche e della sorpresa del ritrovare memoria e ridonargli vita. Una danzatrice a cui si è donata vita per ben due volte, prima con la liberazione dalla lava, la seconda con la fantasia e la penna di Enza.

ENRICO IANNIELLO legge
IL CANDELABRO E IL ROCCHETTO DI SOFIA
scritto da LUISA STELLA
Come la storia ritorna a porsi alla nostra attenzione e come l’interpretazione dei fatti muti e si fa diversa a seconda degli occhi che la guardano, la leggono, la vivono. Il 28 giugno Enrico Ianniello, caro al pubblico per i ruoli ricoperti in famose fiction, presta la sua voce, dai toni caldi a volte accentata dalla cadenza del siciliano, per narrare di Sofia, una ragazzina palermitana che per caso nel 1965, in una tenuta di campagna, viene in possesso, fra detriti e mura cadute di vecchie dimore, di due oggetti da cui resta affascinata. Scoprirà essere poi un candelabro di epoca borbonica e un rocchetto di legno, dello stesso tempo. Ne scopre il valore e il significato crescendo, quando alla fantasia di bimba si aggiunge lo studio, spingendola alla curiosità di conoscere sempre di più quello che è stato il passato. La penna di Luisa Stella, siciliana doc, trasmette le atmosfere di una terra nel bene e nel male legata alla storia dei Borbone, rivela il rancore dei siciliani verso una dominazione estranea alla cultura dei luoghi e oppressiva e soprattutto è maestra nel descrivere i meccanismi della fantasia di una bimba e il suo divenire donna.

ph di Fabrizio di Giulio
Sezione Musica
CONSTANTINOPLE | ESTUARY
CON
KIYA TABASSIAN – setar e voce
ABLAYE CISSOKO – kora e voce
PATRICK GRAHAM – percussioni
PRODUZIONEÂ COSTANTINOPLE
24 giugno
Un concerto unico e inimitabile che trae origine – come dice il titolo – dal desiderio di integrare tradizioni musicali diverse, come accade nello spazio dell’estuario dove l’acqua dolce dei fiumi si mescola con quella salata del mare. Suoni di strumenti che hanno storie e usi diversi, abbracciano pentagrammi di musica antica, medioevale, mediterranea, di vari paesi, trasportandoci fino ai nostri giorni.  CONSTANTINOPLE | ESTUARY suggerisce la possibilità di dialoghi di pace, di ascolto, di comprensione perché la musica – superando la logica dei pregiudizi – evoca utopie che toccano la nostra sensibilità di persone, perché a volte la parola annega, uccide. Kiya Tabassan, senegalese, con la voce e il Setar (strumento di misterioso e magico fascino) intreccia i desideri e le immagini di un altrove che sembra appartenerci da sempre, occorre solo scoprirlo. È lui a fondare nel 2001 a Montréal del trio; con lui Ablaye Cissoko iraniano, con la sua Kore che sembra mutare istante dopo istante suono ed essere: mandolino, chitarra, violino. Sembra dirci del mutare continuo dell’anima. E poi il favoloso percussionista Patrik Graham, danese, che trascina chi ascolta nell’universo dei suoni dando segnando e lasciando orme precise di libera creatività . L’ensemble si è esibita in oltre 290 Paesi, ha pubblicato 23 album e creato circa 60 opere. Una esperienza ascoltarli.

ph di Nikolaj Lund
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