Sorprese in Sala Assoli

Sorprese in Sala Assoli

LE PIETRE PARLANO – ANIME IN CONFLITTO

 Di Pino Cotarelli

installazione performativa e incontro

IDEA, PROGETTO SCENICO E REGIA ROSSELLA PRETTO
CON WANDA MARASCO, ROSSELLA PRETTO, ANNA BOCCHINO E CLARA BOCCHINO
DRAMMATURGIA E PROGETTO GENERALE ROSSELLA PRETTO E FRANCESCO DE MATTEIS

REALIZZAZIONE SCENOGRAFICA ANNA ORABONA E DANIELE NICOLETTI
VIDEOMAPPING LIVIA FICARA
DISEGNO LUCI SIMONE PICARDI
COSTUMI ANDREA IACOMINO – ATELIER ITACA
PRODUZIONE SOCIETÀ COOPERATIVA LE NUVOLE ICC

Una esperienza immersiva per lo spettatore che viene accolto dalle performer e immerso nel buio della sala. In piedi, assiste ad una performance che lascia in qualche modo senza parole. Wanda Marasco, con la sua voce e formazione teatrale, è perfetta per dare persona alle immagini che si susseguono nella mente, nel buio, abitato da una fioca luce come in un ipogeo, popolato di teschi, ex voto, fantasmi. Tutto induce al pensiero della morte e della fragilità della vita e a quanto il mondo dei morti sia accanto a quello dei vivi, una dimensione di dialogo poco praticata. Rossella Pretto è così che vuole condurci negli spazi ignoti dell’istinto, dei pensieri non detti, in una città come Napoli che ospita da sempre l’oscuro nelle sue viscere.

Irrompono spezzando gli strazi del passato i rumori terribili della guerra, in un videomapping ideata da Livia Ficara di grande effetto.  Li conosciamo i rumori e gli strazi della guerra? sappiamo ancora riconoscere il dolore o lo sguardo di superficie a cui siamo indotti riesce ad appiattire e cancellare ogni umano sentire?

Il teatro può aiutarci a non dimenticare di condividere i sentimenti, ciò che resta del nostro essere uomini, a discutere insieme della storia che accade cercando di riprenderci la nostra capacità di agire. È ciò che Rossella invita a fare, insieme alla regina-teatro (Wanda) e alle performer Anna e Clara Bocchino che coinvolgono nel finale in un abbraccio collettivo sussurrando parole in eco insieme a Wanda e Rossella.

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LETTERE A UN GIOVANE POETA

DI RAINER MARIA RILKE
INTERPRETAZIONE, ADATTAMENTO E REGIA PAOLO MAZZARELLI
ANIMAZIONI NORA
DISEGNO LUCI MATTEO ZIGLIO
MUSICHE STEPHAN MICUS
PRODUZIONE COMPAGNIA UMBERTO ORSINI

Di Rita Felerico

Con la semplicità dei grandi interpreti, mosso dall’intensa passionalità che trapela da chi desidera condividere pensieri, emozioni e dialogare con il pubblico sul senso di una messa in scena, Paolo Mazzarelli porta al Campania Teatro Festival un testo non propriamente teatrale ma che aveva bisogno del teatro: Lettere ad un giovane poeta di Rainer Maria Rilke. Leggiamo nelle sue note di regia: “Un’opera d’arte è buona se nasce da necessità”: questo, insieme a molto altro, scrive Rainer Maria Rilke nella prima delle lettere rivolte al giovane Kappus, aspirante poeta che gli chiede un’opinione sul valore dei suoi versi. E allora, da quale necessità nasce il mio desiderio di portare a teatro questa straordinaria opera-non-opera, queste lettere nate per essere lette da una sola persona e diventate nel corso dei decenni, quasi per caso, una guida universale al creare, al comprendere, e in definitiva al vivere?

Chi si avvicina alla poesia, alla comprensione del linguaggio poetico   e con ferma convinzione ne vuole seguire le orme, le lettere di Rilke sono una lettura fondamentale, un viatico per poter dare lo sguardo al e sul mondo, ideare una weltanschauung insieme ai grandi del pensiero.

Possiedono le lettere una dimensione di sacralità persa, oggi, nel fragore del nulla dei discorsi, delle parole senza senso, di una ricerca volta solo verso superficiali obiettivi, perché persa quella verità che a furia di tacere non potrà mai divenire guida delle azioni. Scrive ancora Mazzarelli: “Con una messa in scena semplice, coadiuvato da pochi oggetti scenografici, dalle poetiche animazioni di Nora e dagli illuminanti squarci musicali di Stephan Micus, proverò ad essere all’altezza delle parole e della visione in essa contenute”. E l’esperimento, un monologo ben ritmato e suddiviso, scandito da appropriati toni di voce, sembra essere perfettamente riuscito; si segue con attenzione alta, non ci si distrae, neppure se lo sguardo cade sul carboncino di Nora, sulle sue figure e immagini che si compongono e scompongono come i pensieri, le lettere, le parole che descrivono i luoghi. Si è attenti, anche perché i suoni di Micus fanno un tutt’uno con la musicalità di Rilke. “Abbi pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore/e cerca di amare le domande, che sono come stanze chiuse/a chiave e come libri scritti in una lingua straniera”

adminlesociologie

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