Graffi sulla corteccia – Rinascere dalla violenza – Il libro dei racconti scritti dalle donne che hanno superato il trauma della violenza

Graffi sulla corteccia – Rinascere dalla violenza – Il libro dei racconti scritti dalle donne che hanno superato il trauma della violenza

Di Rita Felerico

         Più passano i giorni e più assistiamo alla sconfitta di certezze che si credevano acquisite: una giustizia non più uguale per tutti, i diritti che vacillano per la dissennata sete di potere, la violenta supremazia che domina situazioni sociali e relazionali, un modus esistenziale che appare ancor più feroce per le donne. Sembra di essere tornati indietro di parecchi anni, prima delle ‘conquiste’, e la tristezza insieme ad un sentimento di melanconica stanchezza offusca la visione già complessa della contemporaneità.

         Per questi motivi Graffi sulla corteccia – Rinascere dalla violenza, presentato lo scorso marzo all’interno del calendario degli eventi del marzo donna 2025, è il libro che si consiglia di leggere per dare nuovo vigore alle iniziative che si intraprendono contro la lotta alla violenza, ai femminicidi, numerosi ed efferati che si susseguono senza sosta.

         Il libro, stampato grazie al contributo di Plart e di AET -nella persona di Rossella Paliotto – è stato fortemente voluto dall’Associazione L’Agapè, di cui Annamaria Santangelo è promotrice e Presidente e che da tempo opera sul territorio, collaborando anche con altre Associazioni, in particolar modo con il Centro Studi Nessun Dorma, dove Annamaria gestisce uno sportello emergenza gratuito sulla violenza di genere. L’associazione L’Agapè supporta e mette in rete le donne che hanno subito violenza domestica, morale, fisica, sessuale traumatica, guidandole in un percorso terapeutico EMDR (1) che entra nel profondo della storia e dell’anima delle vittime, con un unico obiettivo: far si che si prendano cura di se stesse guidandole verso l’autonomia e la libertà individuale.

         Proprio Annamaria ha raccolto i racconti, spronato le donne a scrivere di sé e della loro esperienza; parliamo di donne – ribadiamo – vittime di violenza e maltrattamento domestico, oggi protagoniste di un percorso di benessere, finalmente libere, grazie al loro rinato desiderio di cura verso se stesse, da quello spesso strato simile alla dura, ispessita corteccia di un albero, evocata nel titolo del libro, che le avvolgeva, rendendole prigioniere: il dolore. Coraggio e volontà sono elementi fondamentali, da suscitare e far rinascere durante il percorso di cura terapeutico. Avere il coraggio di convincere se stesse della verità delle azioni di chi violenta, avere il coraggio di denunciare alla polizia, perché la polizia ha e può attivare il progetto Zeus che prevede la norma dell’Ammonimento, come da legge. Non lasciarsi intimidire, quindi, affidarsi a chi può guidarle in un percorso di vera liberazione.

         Proprio ora, in questo momento storico particolare, è importante legare idealmente il decadimento di concetti come democrazia, libertà, partecipazione politica, educazione, alla odierna realtà delle donne, del femminile, cercando anche di rileggere parole come violenza o femminicidio.

         Questo libro è importante per questo, perché raccoglie i racconti delle donne che sono riuscite a prendersi cura di sé, ad uscire dal circuito soffocante della violenza ritrovando se stesse; questa è la principale vittoria: ritrovarsi, riprendersi con coraggio la propria identità, la vita fra le mani, avendo coscienza dei traumi subiti.

         In proposito, Annamaria rileva – secondo la sua esperienza di terapeuta – la mancanza di una sufficiente e particolare educazione all’emozione della rabbia che, se non ben educata, porta all’aggressività, alla violenza. E’ come la paura, che può trasformarsi in terrore se non riconosciuta e gestita. Esiste in definitiva un complessivo problema culturale e formativo.  Nello specifico, sostiene ancora Annamaria, il femminicidio è abuso, è violenza ma anche il momento in cui si cancella ogni ragionevolezza, non esiste identità: non sono in grado di difendermi. E’ una frase ricorrente che corre sulle labbra dei tanti colpevoli.

         Importante rilevare che le donne che si raccontano nelle pagine del libro attraversano trasversalmente tutti gli strati sociali. Così come sottolineare che la copertina e le altre illustrazioni sono opera di una donna che ha avuto il coraggio di intraprendere il cammino di responsabile consapevolezza.  E tutti i racconti sono bellissimi e ricchi di tante sfumature.

 

         In sintesi, le tappe sono: non avere timore di chiedere aiuto, lasciarsi andare, affidandosi a chi può ascoltare e dare aiuto. E se la rete di sostegno è fondamentale, accanto al supporto di associazioni, enti, Stato, per crescere nelle consapevolezze è importante contemporaneamente ampliare lo sguardo. Per combattere la violenza è necessario il confronto con altre culture, le altre donne e i racconti di Graffi sulla corteccia – Rinascere dalla violenza sono strumento utile e necessario per poter riflettere su queste tematiche.

 

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(1) L’EMDR è un acronimo che sta per “Eye Movement Desensitization and Reprocessing,” che in italiano può essere tradotto come “Desensibilizzazione e Rielaborazione tramite Movimenti Oculari.” Si tratta di un approccio psico-terapeutico sviluppato negli anni ’80 dalla psicologa americana Francine Shapiro. L’obiettivo principale dell’EMDR è quello di aiutare le persone a elaborare e superare i traumi e le esperienze negative che hanno lasciato un segno indelebile nella loro vita.

Note

L’acquisto del libro edito da Giannini – prezzo 5euro – è devoluto a sostegno di associazioni che si prendono cura dei bambini vittime di violenza

 

Breve cv Annamaria Santangelo

Psicologa e psicoterapeuta sistemico relazionale svolge:
– attività di psicoterapia familiare, di coppia e individuale;
– attività di Sostegno alla Genitorialità nei casi di affido del minore;
– progetti psicoterapeutici complessi con figli affetti da patologie psichiche acute (schizofrenia, alcolismo, tossicodipendenze).

Esperta in Psicotraumatologia (Metodo EMDR) e nel Trattamento del PTSD (disturbo da stress post-traumatico) attiva interventi su traumi:
– da maltrattamento e/o stalking;
– da maltrattamento e/o abuso del minore;
– acuti e complessi (da incidenti stradali, notizie di malattie invalidanti, decesso complicato, disastri ambientali);
– da diagnosi e intervento oncologico;
– da disastri e/o da contesti di Emergenza.

la copertina e le illustrazioni del libro sono di Stefania Sommella
adminlesociologie

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