Arrevuoto e I Sud: Ozebwa
teatro di formazione e di esercizio di vita
Servizio di Rita Felerico
Scrivere di questi due spettacoli insieme è riconoscere – pur nella loro diversità – una ricerca progettuale che il Teatro di Napoli – Teatro nazionale persegue da tempo; Arrevuoto ventesimo movimento, compie con lo spettacolo Sospesi tra le stelle venti anni, I Sud: Ozebwa è il prodotto di un percorso di ricerca e scrittura teatrale inaugurato quattro anni fa dalla regista Alessandra Cutolo e dalla drammaturga Sabrina Efionayi.
Sono realtà progettuali parte ormai della storia del teatro e ne testimoniano l’attenzione che da sempre rivolge al territorio, alle problematiche sociali che esprime, le risposte della città alle contraddizioni e relazioni che nascono dai complicati rapporti che si creano nel sociale. L’integrazione difficile delle diversità , i confronto / legame fra centro e periferia, l’invasione violenta della camorra nel quotidiano e nei sentimenti delle persone, l’imposizione dei precostituiti modelli di vita tanto diffusi dai social, e una generale disgregazione dei valori e del senso della vita, impongono al teatro di rafforzare la sua funzione pedagogica e formativa.
Il nostro teatro a questo impegno non si è mai sottratto, anzi costruisce con creatività risposte e proposte di coinvolgente valore spettacolare e qualitativo. Per i venti anni di Arrevuoto, la rivista semestrale Perseo ha dedicato un numero speciale, La sfida del teatro, che si avvale di notevoli contributi.
 “Arrevotare significa capovolgere ma anche riempire dei vuoti che sono di emozioni e amore verso coloro che sono il nostro futuro – dice il curatore e autore Maurizio Braucci – 20 anni in cui il teatro è diventato atto di cittadinanza, capovolgimento trascinante e necessario che ribaltando le prospettive apre sguardi e consapevolezze”. Io so, e questo potrĂ sembrare strano, che da questo punto di vista noi siamo istituzione: un’istituzione nata dall’anarchia del teatro e dalla poesia dell’adolescenza, e che poter festeggiare vent’anni di esistenza, in una cittĂ che tralascia e dimentica, è un risultato non da poco, per il quale dobbiamo ringraziare tante cose e tante persone, ma soprattutto la possibilitĂ di mettersi continuamente in gioco».    Â
Andato in scena al teatro San Ferdinando il 23 – 24 maggio u.s., Arrevuoto-Sospesi tra le stelle ha avuto sul palcoscenico la presenza di piĂą di 100 ragazzi che hanno saputo emozionare il pubblico e trascinare l’immaginazione in condivise progettualitĂ future invadendo con la loro gioiosa presenza le poltrone della sala, divenuta spazio di dialogo e ascolto, denuncia contro i conflitti e invito al dialogo di pace, al quale occorre educarsi sempre piĂą.
Curato e scritto da Maurizio Braucci, da un’idea di Roberta Carlotto, con la consueta regia collettiva firmata per l’edizione 2026 da Alessandra Asuni, Fabiana Fazio ed Emanuele Valenti, Sospesi tra le stelle è una produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, in collaborazione con Associazione Arrevuoto – Teatro e pedagogia, Chi rom e…chi no, Associazione Quartieri Spagnoli, Centro Educativo Stelle sulla Terra, Istituto Comprensivo Casanova Costantinopoli, L’Orsa Maggiore – Cooperativa Sociale, Istituto Comprensivo Madonna Assunta.
Sempre al Teatro San Ferdinando il 29 maggio è andato in scena I Sud: Ozebwa, spettacolo nato dalla collaborazione del Teatro Nazionale con l’Associazione IF- ImparareFare ETS ed è parte del progetto Criscito. Sul palco le meravigliose donne napoletane/nigeriane hanno recitato in inglese, francese, nei loro dialetti e in napoletano dando vita ad una espressione corale coinvolgente nei vari momenti emotivi, accompagnata da passi di danza avvolti dai movimenti ad onda di magnifiche stoffe colorate.
Ozebwa, liberamente ispirato alle Supplici di Eschilio, restituisce dignità alle storie delle donne di oggi. Oggi queste storie non sono eccezioni, sono parte di una storia comune, che riguarda tutti. I Sud affronta una delle questioni più scottanti e attuali della società contemporanea: il diritto d’asilo e il significato dell’accoglienza.
Attraverso parole, testimonianze e immagini, Ozebwa racconta il viaggio di donne costrette a lasciare la propria terra, attraversando guerre, violenze e frontiere nella ricerca di una possibilitĂ di vita dignitosa. E alla fine, dopo dolori, violenze e sopraffazioni ciò che resta è una scelta: restare a guardare o riconoscersi nell’altro.          Â
I SUD – OZEBWA
regia Alessandra Cutolo
drammaturgia Sabrina Efionayi
con Ese Asemota, Queen Avanhenhen, Valentina Cangiano, Annunziata Della Corte, Dolores Gianoli, Maria Flavia Giglio, Lucia Iodice, Marica Iorio, Eki Monday, Yvonne N’dah, Ese Nosakhare, Osariemen Omoruyi, Gift Osayemore, Muyi Oteki, Faith Monday Odianosen, Fortune Smith
coreografie Yvonne N’dah
scene e costumi Fabio Sonnino
disegno luci Carmine Pierri
montaggio video Alessandro Minestrini
datore luci Samos Santella
macchinista Nunzio Romano
fonico Fiorentino Carpentieri
tecnico video Alessandro Innaro
sarta Annalisa Riviercio
foto Mario Spada
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
con la collaborazione dell’Associazione IF – ImparareFare ETS nell’ambito del progetto “Criscito” -Impresa Sociale Con i Bambini e Fondazione EOS

