IDEE, PENSIERI, PAROLE: FIN CHE SI PUÒ

                           IDEE, PENSIERI, PAROLE: FIN CHE SI PUÒ

                                                  Di Luciano Scateni

(Salvatore) Toto Cutugno e il partenopeo Salvatore De Pasquale, autori di canzoni non banali: chissà, se hanno pensato a tanti come me, quando in tandem hanno composto ‘Il sognatore’, delicato racconto in musica e parole su misura per la raffinata vocalità di Peppino Di Capri. Illudersi che sia così non è in fondo un peccato grave.

UNA MATTINA, MI SON SVEGLIATO nella piazza napoletana del Plebiscito, gande Largo rivisitato dalla splendida pubblicazione curata da Aldo Capasso. “Cos’è che arde, perché quel rogo, fiamme, fumo acre?” Bruciano ‘Lettere dal carcere di Gramsci’, un’intera pila di opuscoli pubblicati al tempo di Rosa Russo Jervolino sindaca di Napoli e in copertina si legge a fatica ‘Costituzi…taliana’. Dappertutto volano brandelli inceneriti di Repubblica, la Stampa, il Fatto quotidiano, Avvenire, Il Manifesto, il Domani. Attizzano il fuoco due ‘piromani’ in divisa nera, mascelle contratte, piglio autoritario. Li provoco: “Bravi, bel falò. Ma questo basta a zittire la sinistra?” Ritengono di essere in empatia con chi li loda e a braccio levato mi confidano “C’è ben altro in programma, stop alle intercettazioni telefoniche, alle ordinanze di custodia cautelare, a interrogatori e perquisizioni…” “Altro?” “Ma certo, divieto di sciopero, abolizione dei sindacati, libero possesso di armi, galera per chi disturba il manovratore…sì chi governa, adesione obbligatoria al partito unico”. Annuiscono sorridenti due spettatori. Don Liborio, che sa tutto di tutti, m’informa: “Sono Ciro e Totonno, fiancheggiatori di un partito del centro-destra-centro”. “Ma no, dico, ti forse ti sbagli, non ci posso credere”.  

SUONA LA SVEGLIA, mi libera dall’incubo. Accendo lo smartphone, scorro le pagine della Repubblica, torno alla normalità di ‘una mattina mi son svegliato..’ .ma questa con il seguito di “o bella ciao…” e mi godo l’invenzione quotidiana di Elle Kappa. Vignetta ‘A’: “Esagerato dire che è a rischio la libertà di stampa”. Vignetta ‘B’ in risposta: “OK, togli ‘di stampa’”.

SOGNI, INCUBI, PESSIMISMO DELLA RAGIONE, predizione catastrofica, rabbia ribelle: di qui in poi il bavaglio godrà, forse, di veloci rimozioni, autorizzate dai ministeri della Giustizia, degli Interni per spot pubblicità della destra. Ora che ancora si può, cito un pungente mini articolo dedicato al comune di L’Aquila. Lo firma su Repubblica il non imbavagliato Berizzi, che spero assolverà la riproduzione di parte del suo illuminante corsivo: “Nella sala conferenze in bella mostra c’è la foto d’epoca di un bambino che fa il saluto fascista”. Apologia del regime? Il vicesindaco della giunta a guida Fratelli d’Italia risponde alle contestazioni con un iper-sovranista “Polemiche sterili, alimentano un clima di odio, di rancore”. E cos’altro è la provocazione di quella foto?

SONO ANCORA UN   GIORNALISTA NON IMBAVAGLIATO, ne approfitto e mi chiedo, come fece Cicerone, “Usque tandem”, fino a quando lo sarò?

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