C’era una volta il Napoli tricolore. 1 a 3 dai viola

C’era una volta il Napoli tricolore. 1 a 3 dai viola

Di Luciano Scateni

In attesa del via di La Penna, fischietto romano, ipotesi a ruota libera: Mario Rui escluso perché infortunato? Sì, ma guarito da tempo. Fuori forma? No, a giudicare dalla qualità dei minuti di gioco che gli ha concesso Garcia. Inviso al tecnico francese? Forse sì. Per arcane motivazioni il padrone del Napoli gli avrebbe ‘ordinato’ di valorizzare Olivera. Fosse vero, il ‘caso Mario Rui, confermerebbe la tesi sull’evidente subordinazione del tecnico francese al presidente e proprietario dell’Associazione Sportiva Calcio Napoli e la vulnerabilità nei confronti dell’agente del terzino portoghese, che ha protestato inutilmente per l’esclusione. Altri sconcertanti dubbi: possibile che una vecchia volpe qual è Garcia, allenatore di non poche squadre Vip commetta il reiterato errore di mandare in campo, negli ultimi minuti della partita, tre, quattro, cinque giocatori, che non hanno neppure il tempo di capire il “che succede e come” in zona ‘Cesarini’, quando c’è da recupere lo svantaggio o conservare il vantaggio e sono decisivi attaccanti come Cosime, Kvaratskhelia o una difesa rinforzata. La sciocchezza tecnica di cambi sconsiderati potrebbe essere forse motivata dall’interesse economico della società di non svilire la quotazione dei giocatori non titolari in vista di un loro possibile vendita. Volendo infierire, quale obnubilazione impedisce a Garcia di capire che Raspadori, centravanti da nazionale, non può, non dev’essere mortificato in ruoli incompatibili con le sue qualità tecniche. Non era più saggio cederlo e unire il relativo incasso alle risorse societarie per ingaggiare un erede di qualità pari a Koulibaly, a Kim, un centrocampista con riconosciute qualità balistiche dalla distanza, come il madrileno Valverde di martedì al Maradona Stadio. Ora basta con le divagazioni, è tempo di calcio giocato e la Fiorentina di mister Italiano non è avversaria da sottovalutare. Arbitra il romano La Penna. Si studiano le due squadre e nei primi minuti equilibrio totale. Prima opportunità per viola, nessun pericolo per Meret, risponde Di Lorenzo, due azioni da gol. Ritmi altissimi. Si gioca a viso aperto sui due fronti. Italiano non si rifugia in difensivismo esasperato. Al settimo Brekalo riprende con un tap-in la respinta del palo colpito da Quarta e di sinistro mette alle spalle di Meret. 1 a 0 e qualche dubbio sulla tenuta difensiva della coppia Ostigard-Natan.  Gli azzurri faticano a costruire gioco offensivo. Accelera il Napoli e non sembra scosso per lo svantaggio. Non è la prima volta che gli azzurri devono inseguire le avversarie. Arthur comanda con autorevolezza il centrocampo dei viola e il pressing a tutto campo dei compagni che rendono problematiche le incursioni offensive dei napoletani. Osimhen non riceve palloni giocabili e se ne riceve viene contrastato senza tanti complimenti. Fiorentina arrembante. Al minuto 24 pareggia il Napoli con Osimhen, a conclusione di un veloce contropiede, ma con Olivera in fuori gioco. Peccato, il check del Var conferma. Bella azione iniziata da Kvara, proseguita da Zielinski. Lobotka trova un tiro potente di Lobotka e Terracciano se la cava. Anguissa è solo l’ultimo azzurro che accusa un infortunio muscolare ed è costretto a lasciare il campo. Sotto esame la preparazione atletica. Minuto 32, dentro Raspadori, di nuovo in un ruolo non suo. Perché non Cajuste, acquistato proprio come vice centrocampista? Palleggio sterile del Napoli, imposto dall’assetto efficace della Fiorentina. Complimenti a Italiano e alla sua Fiorentina, molto ben messa in campo. Ci prova Raspadori, pallone in curva. Napoli disorganico e ritmi di gioco meno ‘allegri’. Viola padroni del campo, gioco fluido, azzurri dimessi, con l’eccezione di un gagliardo Zielinski.

Napoli fortunato, meno male. Errore clamoroso della difesa viola, Terracciano (ammonito) atterra Osimhen ed è rigore al 50esimo. Di piatto il nigeriano questa volta non sbaglia: 1 a 1. Parisi con uno scellerato tocco di petto all’indietro ha consentito a Victor Osi di impossessarsi del pallone in area e privo di marcature.  Spogliatoi, fiorentina da applausi in vantaggio ai punti strameritato. For the second time Garcia dovrebbe inventare qualcosa, ma finora non ha dato l’impressione di essere un tecnico creativo. Ostigard sotto tono, qualche errore di troppo e Natan non è Kim. Napoli più aggressivo? Forse. In velocissimo contropiede assist di Nzola per Ikone, tiro potente e palo. Paura. Napoli d’assalto, finalmente, ma rispondono con determinazione i viola. Dentro Cajuste per Politano, ma il Napoli non deve provare a vincere? La scelta sposta Raspadori in avanti, posizione che aveva già scelto in autonomia per la sua vocazione offensiva. Meglio il Napoli e conferma dell’altalena di prestazioni tra un tempo e l’altro, uno bene l’altro meno. Miracolo di Terracciano al minuto 59 su conclusione di Osimhen. Raddoppia una splendida Fiorentina al termine di un fraseggio concluso da Bonaventura al minuto 19 ed è 2 a 1 per i viola. Napoli psicologicamente frastornato. Italiano, in vantaggio non cambia di una virgola il controllo positivo del match. Garcia non si rende conto che la posizione di incontrista di Zielinski priva la squadra di una testa pensante a centrocampo. Nico Gonzalez per Brekalo è la scelta di Italiano. 17 minuti al 90esimo. Kvaratskhelia, come da qualche tempo, è destinatario di doppia marcatura e vaga in zone non sue per liberarsi dei suoi controllori. Si sbizzarrisce Garcia. Fuori Osimhen, Zielinski e Lobotka, dentro Lindstrom, Gaetano e Simeone, mentre i viola costruiscono una nuova occasione gol. Risponde Italiano. Dentro Infantino Mandragora e Ranieri per Arthur, Duncan, Kayode. Forze nuove. Il Napoli prova con gli ultimi assalti a trovare almeno il pari. Esce Ikone per Comuzzo, un altro giovane lanciato con coraggio.  Tre a uno, Ripartenza micidiale dei viola e tocco decisivo di Nico Gonzalez, pallone sotto la traversa. Segni di involuzione del Napoli di Garcia, brutta copia degli azzurri in tricolore. Complimenti Italiano per la splendida lezione di calcio. 

 

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