Affinità elettive

Di luciano Scateni

Il dj prova a miscelare “’o sole mio”, “o’surdato nnammurato”, “se ne va, la capolista se ne va”, con la travolgente marcia di Radetski, la Cavalcata delle Walchirie, la Primavera di Vivaldi, All’alba vincerò di Pavarotti. Il mix funziona e l’insieme delle sonorità spumeggianti priva il tifo della Partenope calcistica di prudenza scaramantica, del “forza Napoli sempre” che non ha osato congiungersi con l’entusiasmante corollario del “dopo trent’anni il tricolore”, del sospirato scudetto. La grande bellezza del ‘Sud uber alles’ (su tutti, blasonati e arricchiti da dollari di emirati e holding Usa), si lascia alle spalle l’affanno di ex pretendenti al trono, quando manca solo il rush finale del campionato 2022-2023. Il superbo + 18 degli azzurri racconta l’inedito di una superiorità da primato e fuga ogni dubbio sulla legittimità della prova generale di una festa che si propone di far dimenticare l’euforia dell’era calcistica di Diego Armando Maradona. Era scontato, l’eco dell’impresa degli azzurri, prossima alla sua trionfale conclusione non è sfuggita all’ambizione di potenze finanziarie mondiali, che da investimenti nel calcio traggono proficui ritorni di immagine. Ecco, deflagra una notizia esplosiva, non smentita di nababbi Usa disposti ad arricchire il tesoretto di De Laurentiis con la stratosferica offerta di un miliardo e duecento milioni per impadronirsi del Napoli calcio.

Sognare non costa niente e la fantasia onirica dice che con quella cifra l’uomo qualunque avrebbe abbandonato oneri e onori di number one del Napoli per acquistare una villa alle Maldive e una seconda a Cortina d’Ampezzo dove alternare la bella vita al mare e ai monti. Il ben informato dell’avance americana a De Laurentiis rivela invece stupito che il napoletanizzato presidente e senza alcun indugio, ha respinto l’offerta al mittente. Il lato ignoto del ‘niet’ è probabilmente destinato a rimanere nella sua testa, ma è anche possibile azzardare un perché. Lo straripante entusiasmo di un’intera città e dei tanti napoletani che l’abitano virtualmente, perché emigrati per lavoro o per amore, ha contagiato De Laurentiis, si trasforma in perfetta affinità elettiva con la città e la squadra fino a saldare forti emozioni calcistiche al riconoscimento di Napoli, del Sud, protagonisti di una grande impresa sportiva e imprenditoriale.

 

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