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3 dicembre, Disability day

3 dicembre, Disability day

Il 3 dicembre è la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, appuntamento fondamentale all’interno dell’Agenda 2030, programma di azione sottoscritto da 195 paesi ONU per lo Sviluppo Sostenibile. Il Disability Day, proclamato dalla stessa ONU nel 1992, questa volta coincide con l’Anno Internazionale delle Persone Disabili e la 13esima sessione della Conferenza della Convenzione degli Stati sui diritti per le Persone con Disabilità, con una serie di eventi inseriti nella politica dell’Inclusione avviata dall’Onu già negli anni Settanta e per la quale i diritti all’istruzione e alla realizzazione personale devono essere garantiti a ogni individuo senza distinzioni. Obiettivo della Convenzione, attiva dal 2006, è quello di promuovere l’uguaglianza e la garanzia dei diritti delle persone con disabilità, per consentire e agevolare il loro prezioso contributo in ogni settore sociale, culturale, politico ed economico.
L’Ans Campania, impegnata già con il Comune di Napoli nell’applicazione della nuova misura legata all’amministrazione di sostegno, dopo il contributo fattivo nella realizzazione della Legge Regionale 15 luglio 2020, n. 26 “Disposizioni per favorire l’accesso delle persone con disabilità alle aree demaniali destinate alla balneazione", che ha accettato con onore l’invito del Garante dei Disabili della Regione Campania di partecipare al Comitato Tecnico Scientifico di imminente costituzione, è lieta di pubblicare oggi un contributo sulla materia del dot. Claudio Roberti, vicepresidente dipartimento Campania.
“L’ultima volta che mi sono occupato in forma attiva della giornata ONU delle Persone con disabilità (non della disabilità) è stato il 3.12.2014, intervenendo presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria in un intenso dibattito curato dal giurista Angelo D. Marra. Sin da allora, come in precedenza, nel nostro paese vi era la tendenza a ridurre questa ricorrenza alla stregua di un rito, poi ritualizzato in stile apparentemente politically correct, all’insegna del “molta forma e poca sostanza”, quanto di meglio per le passerelle di chi non sa, non gli importa, però deve rappresentarsi nell’ascesi mondana a tema. Un tratto da società liquida post-industriale e post-moderna in cui usare tutti, incluso i disabili…. Perché no, se sprovveduti?!… La riduzione genericamente discorsiva di quella giornata alla dimensione di una sorta di “festa in cui fare – ricevere gli auguri” è diventato un evento possibile, N volte probabile. A qualcuno di noi è accaduto di ricevere gli auguri, in vero a me mai, però vi è da dire io sono “L’UOMO A-VITRUVIANO, nonché Claudio Verstehen” e quindi ho l’habitus sociologico di un tipaccio poco incoraggiante verso banalità e vulgate buonistiche in stile conformistico – popolari. Detto rito, nel nostro paese appunto accompagnato da variegati elementi di paesana ritualizzazione, fu istituito dall’ ONU nel 1981 onde promulgare (promuovere) i Diritti e il Benessere di una variegata minoranza di esseri umani che in termini quantitativi riguardano statistiche da grandi numeri, al punto da rappresentare la seconda diversità antropologico – sociale del pianeta. Bene, a partire da quella data del secolo breve, per brevità dobbiamo saltare al 2009 e 20011, rispettivamente gli anni della Ratifica da parte di Italia e U. E., verso cui andrebbero trattate le sue inadempienze, di cui alcuni nodi sono venuti al pettine con il Covid 19 in materia di Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con disabilità, alias U.N – C.R.P.D. (acronimo in inglese).Da allora, celebrazioni del 3 dicembre o meno, l’Italia è sostanzialmente INADEMPIENTE nell’ Applicazione Esigibile di quell’ importantissimo Trattato Internazionale Ratificato secondo crismi Costituzionali e formato di un Preambolo tematico – introduttivo, 50 Articoli (Tutti Ratificati) più un Protocollo Opzionale (Ratificato) inteso come strumento di Democrazia Partecipativa delle Persone con disabilità Organizzate anche in forma di Movimenti e/o Singole nell’azione politico – sociale a riferimento Istituzionale ONU. A causa di quelle inadempienze nel 2016 l’Italia dal Comitato CRPD – ONU è stata Deferita perché NON ha applicato la CRPD. Essendo Stato Parte che volle assumere il Rango – Ruolo di Relatore in Assemblea Plenaria ONU del 2006, tale tratto funse da appesantimento contraddittorio in termini geoculturali e geopolitici, nonché giuridici. A seguito di quel provvedimento formale dell’ ONU di cui pochi scrivono parlano e ricordano, quella immane figuraccia di una Nazione che vorrebbe essere Centrale nel Sistema Mondo, assumendo molteplice Rango e ruolo nell’ ONU, diede qualche risultato ed ecco spiegati alcuni provvedimenti “tampone”, di cui il più immediato è stato il “dopo di noi” Legge 112/2016 inerente le P. con d. adulte e sole, malgrado alcune grosse lacune su cui non si volle intervenire ed oggi ritornano a livello di Regioni e Comuni. Sia chiaro, visto che in questi 11 anni (quasi 12) l’Italia ha solo applicato l’Art.3….a mezzo approcci post-meta-ideologici elusivi, a fronte di ogni tematica trattata da quella che è una sorta di “legge quadro in funzione del Sistema Mondo, trattando dalla Scuola alle Barriere Architettoniche, la Mobilità, la Vita Indipendente, gli Ausili, il Lavoro Mirato, L’ Infanzia, la Senescenza, culminando con le Donne e i Mass Media Social Media e culminando con la Sanità e le varie forma di Confinamenti e maltrattamenti vari. Sia ben chiaro, anche al saldo di ogni scarto possibile, in termini di pari diritti, a fronte di quelle tematiche ancora oggi il Mezzogiorno costituisce la parte più arretrata e abbandonata, tale da poter configurare una doppia discriminazione: quella verso la disabilità come condizione antropologico – sociale e quella etnico – razziale (spuria).
A fronte delle macerie e miserie accennate, va detto che di recente possiamo constatare delle controtendenze ancora troppo latenti, verso cui la Regione Campania dia segnali positivi a partire dall’applicazione della citata L112/2016 e la promulgazione della LR in matria di Balneazione accessibile e fruibile. Però il percorso è lungo e complesso e riguarda la mancanza di una LR inerente la Vita Indipendente, un serio ed esigibile PIBE in materia di quantità – qualità degli interventi inerenti le Barriere Architettoniche, i Trasporti in Connessione Qualitativa il Sociosanitario, la Scuola e la Ricerca. Tutti i temi che a fronte della CRPD vanno affrontati in forma Direct e/o Mainstream, impegnando le varie tipologie di Fondi U. E., incluso i Progetti e in tal senso alcuni Stati Pare U.E. potrebbero fungere da esempio. A questo punto va chiarito un aspetto fondamentale: per l’Inclusione Sociale ed Interculturale delle Persone con disabilità si può e deve lavorare, ricorrendo a precedenti e successive forme di produttività. Il tema è molto articolato, va dalla Sanità al Risanamento Ambientale – Territoriale, fino al Turismo. La Pandemia Covid 19 impone grossi mutamenti, essi attengono anche questa complessa materia. Il nostro sforzo verte a connettere le Persone con disabilità e la Sociologia Professionale, queste due entità solo in Italia di fatto separate vedi Disability Studies, possono e devono lavorare insieme nel duplice interesse, nonché nell’ interesse della società nel suo insieme inteso come sistema paese immerso nel sistema mondo. Da tale notevole presupposto ANS Dipartimento Campania da qualche tempo ha aperto un Laboratorio Sperimentale tutt’ora in progress e i risultati, malgrado varie difficoltà sono riscontrabili da vari indicatori a noi ben noti, dagli altri osservabili, prestando attenzione. In merito alle Istituzioni ed al Ceto politico, si dedichino alla tematica non solo con senso del dovere Morale – Etico, ma Studiando quella che è una Complessità oggi World System, da tale presupposto applicando la Costituzione, la U.N.–C.RP.D. e la Carta dei Diritti U.E. in giustapposizione sequenziale.
Per quanto mi riguarda il rito ritualizzato della giornata odierna va impegnato solo in tale chiave, il resto è mera retorica, comunicazione di pessima politica per fini demagogici, un incanto che abbiamo superato da tempo, grazie a grossi percorsi nel disincanto dispiegante empowerment, ovvero potenza resiliente.
Dr. Claudio Roberti
Sociologo, Dirigente ANS, Vicepresidente Dip. Campania
Coordinatore C. Sociologia della disabilità

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