Arriva il potenziamento del numero «114» per contrastare il bullismo ed il cyberbullismo.

Arriva il potenziamento del numero «114» per contrastare il bullismo ed il cyberbullismo.

Di Alessandra Pinto, avvocato, componente della Commissione Minori dell’Ordine degli avvocati di Napoli.

Il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni entrati nella quotidianità della vita degli adolescenti e degli ambienti in cui i giovani e le giovani crescono (famiglia, scuola etc…).

Il primo si può indentificare in atti di violenza verbale e/o fisica, espressione di prevaricazione, nei confronti di una persona che diventa un vero e proprio “bersaglio”; il secondo ha le medesime caratteristiche, ma, a differenza del primo, si sviluppa nel mondo virtuale della rete. Il 16 luglio entrerà in vigore il Decreto Legislativo n. 99/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (la n. 150 del 1° luglio, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/07/01/25G00100/sg ), in attuazione della delega prevista dall’articolo 3 della legge 70 del 17 maggio 2024, che introduce una serie di norme volte a contrastare detti fenomeni iniziando con il potenziamento del servizio «Emergenza infanzia 114» (https://114.it/ ).

Il «114» è un numero pubblico, gratuito sia da rete fissa che mobile e multilingue, promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia-Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è gestito da SOS Il Telefono Azzurro Onlus, dal 2003, attivo su tutto il territorio nazionale, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, è accessibile da parte di coloro che intendano segnalare situazioni di emergenza e disagio che possano nuocere allo sviluppo psico-fisico dei minori attraverso una semplice telefonata o messaggistica istantanea (chat whatsapp cui risponderà nell’immediatezza un’operatrice o un operatore qualificato).

Personale competente può fornire alle vittime, alle persone congiunte o legate ai minori da relazione affettiva, un servizio di prima assistenza psicologica e giuridica, consulenza psicopedagogica e, in casi gravi, informa gli organi di polizia in ordine alla segnalazione ricevuta.

Il numero offre un servizio di geolocalizzazione, previa autorizzazione.

Molti studi sociologici hanno fatto emergere come che alla base dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo vi sia il tentativo di controllo da parte dei «bulli» sugli altri, controllo più agevole in rete poiché sfrutta l’anonimato e la velocità di diffusione: è spesso difficile o quasi impossibile eliminare post contenenti affermazioni di denigrazione o sopraffazione perché i contenuti possono sono ripresi da un numero X illimitato di utenti.

Il «bullo» difficilmente agisce da solo, si tratta solitamente di un gruppo che prende di mira una persona; è il desiderio di appartenenza al gruppo che spinge molti a adattarsi a comportamenti violenti commessi da terze persone, a guardare in silenzio, senza fornire aiuto alla vittima.

I segnali di chi è vittima di bullismo o cyberbullismo sono difficili da riconoscere, a volte così discreti poiché le stesse vittime tendono a nascondere per un senso di vergogna o sopraffazione.

Secondo il Prof. Dan Olweus, Professore di Psicologia della Personalità presso l’Università di Bergen, in Norvegia e considerato uno dei maggiori esperti nell’ambito dello studio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, i sintomi possono essere fisici (mal di testa, mancanza di appetito, disturbi del sonno), comportamentali (mancanza di interesse per attività e amicizie) e psicologici (isolamento sociale, ansia, mancanza di desiderio di frequentare la scuola).

Ecco la ragione per cui il tema del bullismo e del cyberbullismo deve essere oggetto di discussione negli ambienti in cui le adolescenti e gli adolescenti sviluppano la loro crescita emotiva e culturale (scuola, famiglia, luoghi di aggregazione sportivi e/sociali …).

Il 5 maggio 2025 in occasione della giornata internazionale contro la pedofilia e la pedopornografia il C.N.C.P.O. – II Divisione Settore analisi e pianificazione strategica – I Divisione Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica pubblicando un report sul tema ha trattato anche del fenomeno del cyberbullismo evidenziando un incremento dei dati (chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.poliziadistato.it/statics/82/ppsc—giornata-nazionale-contro-la-pedofilia-report-2025—definitivo-pagine.pdf).

Tale incremento è determinato da una serie di fattori individuali, sociali, culturali e tecnologici: dinamiche familiari conflittuali e/o disfunzionali, crescente diffusione dei social media e dei videogiochi tra i giovani che inducono spesso all’isolamento sociale.

Nelle piattaforme digitali la protezione delle vittime è sempre più complessa a causa dell’assenza di un’adeguata regolamentazione, soprattutto in relazione alla possibilità di fornire dati falsi in relazione all’età degli utenti che vi accedono (spesso giovanissime e giovanissimi).

La normativa dettata per contrastare i prefati fenomeni non è sufficiente se non accompagnata da studi sociologici per comprenderne le dinamiche sociali, le cause profonde, le dinamiche di potere, i ruoli sociali e i fattori culturali che contribuiscono al suo verificarsi.

Solo in tal modo è possibile promuovere interventi preventivi e di contrasto che siano efficaci.

 

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