“NEL GIARDINO SEGRETO DANZANO I SAKURA” di Carmela Politi Cenere Homo Scrivens editore.

“NEL GIARDINO SEGRETO DANZANO I SAKURA” di Carmela Politi Cenere Homo Scrivens editore.

Di Pino Cotarelli

Nell’ultimo lavoro della docente, scrittrice e fondatrice storica del Premio Letterario Internazionale “Emily Dickinson”, Carmela Politi Cenere, dal titolo “NEL GIARDINO SEGRETO DANZANO I SAKURA”, Homo Scrivens editore, il clima di complicità, il trasporto sentimentale dei personaggi, la delicata solidarietà della convivenza familiare, la sobrietà quotidiana, in un connubio perfetto con le atmosfere soffici e delicate delle stagioni dei Sakura, descritte da Nonna Nami di origine giapponese, con i preziosi e splendidi petali dei fiori che con leggerezza si adagiano sul terreno formando un delicato tappeto da ammirare nella loro straordinaria bellezza di limitata durata, porta il lettore in una dimensione di rara bellezza e serenità, in una piacevolezza quasi da fiaba, che sollecita il desiderio di identificarsi anche solo nella fantasia e almeno per la durata della lettura nella quale è bello immergersi per le eleganti e scorrevoli descrizioni del testo.

Il contesto stesso della storia che si svolge nel cuore popolare di Napoli, i Quartieri Spagnoli, luogo dalle tante contraddizioni e contrasti, esalta ulteriormente il sublime e amorevole ménage familiare che risalta fra le tante famiglie dei quartieri dalle caratteristiche diverse, suscitando nell’ambiente stima e rispettosa complicità.

Nella grande ed elegante casa dei quartieri la simpatica convivenza, in simbiosi perfetta, dei coniugi Maria Rosaria insegnante di lettere e del marito Roberto Rossi, ligio alla professione di medico, dei genitori di Maria Rosaria, Maria e Gennaro ex ammiraglio e dei nonni Paolo marinaio e la nonna Nami di origine giapponese, conosciuta in uno dei tanti viaggi da marinaio di Paolo, si consolida fra consigli e supporto reciproco, in una quotidianità gradevole, gioiosa e costruttiva, come in una osmosi che non si vorrebbe far finire mai.

Maria Rosaria rappresenta per il marito Roberto Rossi il porto sicuro dove rifugiarsi ed esorcizzare anche i momenti difficili della professione. Maria Rosaria, dal canto suo, trova nel marito un rifugio autorevole a cui cedere velleità spesso sacrificate come potenziali fattori di gelosia o di inutili fastidi per Roberto.

I due hanno un rapporto sentimentale di stima e di apprezzamento reciproco che si alimenta e si rinnovava ogni giorno in una sorta di benevola dipendenza l’uno dall’altro, sublimata da un autentico forte sentimento d’amore che gli regala i figli Marco e Piergiorgio affermati nello studio universitario e nella brillante carriera professionale che si realizza negli Stati Uniti, lontano dai genitori.

L’atmosfera quasi eterea viene scossa dall’improvvisa morte della nonna Nami per bronchite e dopo qualche giorno del nonno Paolo che non poteva vivere senza di lei – si può morire per amore. Ma purtroppo altre tragedie era alle porte, il Covid che non risparmia la nonna Nina e subito dopo il nonno Gennaro. Anche in quelle spiacevoli occasioni una silenziosa e affettuosa dignità accompagna le dipartite, ma Maria Rosaria dovrà ancora far ricorso a tutta la forza del suo amore quando Roberto contrae il Covid nello svolgimento della sua professione di medico.

Una malattia il cui decorso non gli permetterà più di lavorare, alleviata solo dall’amorevole cura della moglie Maria Rosaria che sacrifica sé stessa per rendere gradevole la vita del marito con le tante attenzioni che comprenderà anche un viaggio da sempre desiderato dai due; ma il destino per Roberto, ormai debilitato, è segnato e Maria Rosaria rimane sola.

Un periodo in cui la donna si sente smarrita e senza l’appoggio vitale del marito; si erano giurati di “andarsene insieme” e questo Maria Rosaria non può perdonarlo al marito. Ma la vita ti obbliga a superare qualunque ostacolo ed ecco l’ulteriore evoluzione del romanzo che vede Maria Rosaria nella sua determinazione affermare le sue qualità a cui aveva sempre rinunciato e dopo qualche apparente cedimento si organizza nella sua inconsapevole e desiderata vita solitaria di insegnante e di cultrice delle sue tante passioni letterarie.

Nella sua vita con Roberto tante volte si erano confrontati su tematiche letterarie, era il loro modo di sublimare la complicità culturale. Bello il raffronto fra Giacomo Leopardi ed Emily Dickinson dove viene evidenziata con lucida e perfetta sintesi un comune divisore fra i due grandi personaggi quello dell’immaginazione che permetterà di accedere alle intuizioni non vissute nella realtà ed espresse in tante loro opere letterarie.

Un romanzo che apre il cuore alla speranza e al cambiamento e mette in risalto la grande determinazione femminile.

Nelle ultime pagine viene riportato un pregevole dettaglio del premio Emily Dickinson, ormai alla XXX edizione, con i nominativi delle varie eccellenze premiate negli anni che si sono distinte in vari campi.

Tanti gli appuntamenti in cui l’autrice ha presentato il testo; prossimamente sarà presentato presso la Libreria Raffaello, via Michele Kerbaker, 35 Napoli, giovedì 5 novembre 2026 alle ore 18.00.

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Carmela Politi Cenere, ordinaria di italiano e latino nei licei, giornalista pubblicista.Ha partecipato a diversi convegni e tuttora collabora con riviste letterarie e quotidiani. Sue poesie sono inserite in antologie. La rivista di cultura, “Galleria”, diretta da Leonardo Sciascia, Mario Petrucciani, Jole Tognelli, nel 1986 (gennaio, aprile) le ha dedicato due pagine (15, 16). Suoi saggi critici su Deledda, Bellonci, Pirandello, Ungaretti, Quasimodo, Pasolini, Hemingway sono presenti nelle pagine della rivista “Progresso del Mezzogiorno”, Ed. Loffredo. Sulla stessa rivista, nel 1993, avendo partecipato al Convegno Nazionale, “la crisi dell’arte ed il mondo dei valori”, appariva un suo saggio sui Valori del Mondo Contadino.

Ha vinto numerosi premi letterari. Tutti i suoi scritti annoverano prestigiose testimonianze critiche. Sono state già discusse Tesi di Laurea sulle sue opere. È stata Presidente del Premio Letterario Città di Atella per alcuni anni, quando della Giuria, da lei direttamente costituita, facevano parte D. Rea, M. Prisco, M. Venturoli e, l’ultimo anno, anche E. Corsi. Ha fondato l’Associazione Culturale Emily Dickinson ed il Premio Letterario Internazionale dello stesso nome, che tuttora presiede, ormai alla XXX Edizione. Per la XVII e la XVIII Edizione, l’ex Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, le ha fatto pervenire una Medaglia di Rappresentanza per l’ottima attività svolta a favore della cultura

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