Cercamond Compagnia Teatrale
Il teatro secondo Andrea e Sara: il bradisismo sulle assi del palcoscenico
n° 2 incontro / intervista
rubrica a cura di Rita Felerico
Con questa rubrica desidero incontrare e dialogare con le voci emergenti della drammaturgia e del teatro più attive sul nostro territorio, per scoprire quanto rispetto al caos e alla incomunicabilità dei linguaggi, l’arte, il teatro, la scrittura rivestano un ruolo ben preciso nel coltivare e trasmettere idee e valori.
Teatro come formazione dell’individuo attraverso il sapere, il dialogo, la bellezza che pur se in diverse declinazioni sono vivo linguaggio capace di svelare, interrogare e connettere.
Ho avuto quasi sempre la sensazione, mentre assistevo ai vostri spettacoli, di essere trascinata – volutamente da voi – dalla fuga del teatro, che poi è la sua magia. Dove volete condurre gli spettatori, oltre il senso della trama?
Condurre gli spettatori da qualche parte, nell’epoca del digitale, è di per sé una sfida. Una sfida irrinunciabile, sia chiaro, perché è il senso stesso del teatro: quell’arte in cui tutto accade qui e ora ed esclusivamente nella condivisione tra attori e pubblico.
Il nostro ambizioso obiettivo è portare gli spettatori a osservare il mondo che li circonda da una prospettiva altra, attraverso uno stile pop riconoscibile, suggestioni surreali e un registro comico (o forse meglio dire tragicomico). Ci auguriamo che, osservando il mondo grottesco che proponiamo, lo spettatore vi si riconosca, trovando il coraggio di guardarsi in uno specchio all’apparenza deformato, ma che riflette, senza filtri né giudizi, le assurdità degli esseri umani.
Secondo voi in cosa consiste una possibile sperimentazione di linguaggio nel teatro oggi?
Prima ancora che attori, siamo spettatori molto attivi: ci piace andare a teatro ogni volta che possiamo, provando a seguire sia i cartelloni dei teatri più importanti e i grandi nomi della scena, sia il lavoro di spazi off e di compagnie giovani come la nostra, che sempre più spesso offrono importanti spunti di bellezza e di riflessione.
Siamo, quindi, convinti che oggi non esista una sola valida forma di sperimentazione nel linguaggio teatrale, e per elencare tutte quelle che ci interessano ci vorrebbe un’intervista a parte!
La nostra sperimentazione si basa sul tentativo di integrare nel linguaggio teatrale gli spunti della modernità, tenendo ben presenti le forme del classico e della tradizione. Il nostro linguaggio è contaminato nella misura in cui comprende anche quello filmico e quello seriale, che necessariamente oggi ci influenzano; al tempo stesso, ispirandosi ai grandi autori del passato, prova a mantenere coesione drammaturgica, importanza e unicità dell’azione scenica (quelli rappresentati sono sempre i momenti più importanti e urgenti della vita dei nostri protagonisti). L’obiettivo è esplorare tematiche del nostro tempo, provando a raccontarle in maniera non didattica o didascalica, nel tentativo di tratteggiare storie e vite di personaggi che ci somigliano, senza prenderne le distanze; cercare uno stile che ponga al centro la recitazione e la sospensione dell’incredulità prima ancora del dispositivo registico, al fine di essere facilmente comprensibili e raggiungibili da un pubblico più giovane, meno abituato ad andare a teatro, e contemporaneamente riconoscibili da quegli spettatori più avvezzi, che ne coglieranno i contatti con il passato.
Qual è il teatro che vi piace più fare e creare, ovvero dal punto di vista degli spettatori e da quello degli attori?
Oltre a quello che ci siamo già detti, il gioco scenico che ci piace instaurare con gli spettatori è un gioco di triangolazione. Il pubblico è il perno dei nostri spettacoli. Ne è parte integrante. Ci piace respirare insieme a chi è dall’altra parte. Molto spesso, nei nostri spettacoli, il pubblico si sente di “intervenire”. Non nella misura del “commentare”, ma in quella del “dialogare” con noi. E questa è una grande soddisfazione, nient’affatto un fastidio. Ci piace che i nostri spettacoli siano una “festa” per il pubblico e per noi. E qui veniamo a cosa ci piace “creare” con gli attori. Ci piace che non ci sia un rapporto di potere, ma che gli attori siano lasciati liberi di sperimentare, giocare. Chiaramente nel confine del gioco del teatro, che, come tutti i giochi, ha delle sue regole da rispettare per funzionare. I nostri collaboratori e attori si “ripetono” perché crediamo nella sinergia che si forma all’interno della creazione drammaturgica, artistica e scenica. Più collaboriamo, più diventiamo una squadra forte, affiatata. Allo stesso tempo amiamo conoscere nuovi artisti e aprirci alle collaborazioni.
Ho scritto nel titolo bradisismo, non solo per richiamare il vostro fermento, la vostra necessità di movimento / mutamento, ma anche il legame con il territorio, dove siete nati, dove vivete e che in qualche maniera vi ispira, credo sia nel cuore di Cercamond.
Di noi due la flegrea sono io (Sara), mentre Andrea è trapiantato qui “a causa mia”. Il legame con il territorio è quel filo che ha inevitabilmente connesso Cercamond ad Archè, associazione di Monte di Procida in cui svolgo un ruolo attivo da tantissimi anni e cui ho dedicato amore, sudore ed energie fin dalla mia adolescenza. Non potevo non parlarne con entusiasmo ad Andrea, che a sua volta non poteva evitare di appassionarsi al progetto e mettersi a giocare con la barca di persone folli e stupende che è quest’associazione. Da qui nasce il connubio tra Cercamond e Archè nel progetto Tutto Shakespeare minuto per minuto, che portiamo in giro da anni in tutta Italia e che chiuderà la stagione del Piccolo del Teatro Bellini di Napoli a maggio di quest’anno.
Andrea e Sara sono nella percezione di tutti una coppia, non solo nella vita, ma anche sul palcoscenico. Bellezze e difficoltà.
Portare avanti un discorso di compagnia indipendente, oggi, è davvero difficile.
Cercamond è un progetto drammaturgico, innanzitutto, e poco somiglia a un’azienda.
Motivo per cui ci dobbiamo misurare costantemente con la difficoltà di incastrare i nostri impegni come attori e formatori − nostro primo lavoro − con le rappresentazioni dei nostri spettacoli, senza dimenticare che nel frattempo c’è la vita.
In un momento storico, poi, in cui la precarietà lavorativa la fa da padrona, si può immaginare quanto questo incida su chi sceglie un mestiere come il nostro, che precario lo è stato sempre.
Questo cappello è fondamentale per capire sia la bellezza sia la difficoltà dell’essere una coppia di teatranti.
Significa misurarsi tutti i giorni con l’incertezza del domani, con l’impossibilità
di fare progetti a lungo termine, ma anche con l’ossessione di una ricerca artistica che è il fuoco delle nostre vite. Noi proviamo, intanto, a non dimenticare la tenerezza del quotidiano, lo svago della nostra età, i sogni e le ambizioni, individuali e non; ma condividere il palco, oltre che la vita, ci porta a un livello di comprensione reciproca che è difficile avere con chi ha fatto altre scelte: significa aiutarci a perdonare i nostri stessi fallimenti, festeggiare i successi, comprendendo ogni singola sfumatura delle nostre eccentricità, ma anche lasciar riecheggiare le frustrazioni, tornare e ritornare su un certo argomento e rinunciare alla possibilità che l’altro sia una porta per un mondo lontano da noi.
Diteci delle prossime novità: cosa bolle in pentola?
Durante questa stagione teatrale debutterà D.O.C.G., il nostro nuovo lavoro, già
menzione speciale al Festival Scintille di Asti Teatro, e finalista al Premio Giovani Realtà del Teatro. Si tratta di una nuova commedia, più precisamente una heist comedy, che indaga il mondo della pubblicità e del capitalismo, e le sue contraddizioni, i suoi effetti sulle relazioni umane e sui sogni e le ambizioni personali e di coppia, che si pone in linea con la poetica pop della compagnia e con i temi sociali che ci stanno a cuore.
Lo spettacolo debutterà in prima assoluta presso il Teatro Oberon, a Napoli, a
gennaio, e sarà di nuovo in scena a fine febbraio da Henna Teatro e Arte, a Santa
Maria Capua Vetere. Ci teniamo a menzionare questi due spazi perché rappresentano i virtuosi tentativi di nostri coetanei di creare luoghi teatrali liberi da dinamiche obsolete, in un dialogo col territorio, con le compagnie e soprattutto con il pubblico.
A Napoli, torneremo con il nostro ‘Raccontami Shakespeare’ nella rassegna Vomeroff, presso il Teatro Sala Ferrari, per la meravigliosa direzione artistica di Stefano Amatucci e infine, come già segnalato, chiuderemo in bellezza con Tutto ‘Shakespeare minuto per minuto’ al Piccolo Bellini di Napoli.
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Cercamond Compagnia Teatrale
Il nucleo fondativo della compagnia Cercamond è costituito da Sara Guardascione (attrice, editor, filologa) e Andrea Cioffi (attore, regista, drammaturgo), entrambi napoletani.
Il progetto nasce con S.A. Senso Artificiale, spettacolo con cui nel 2019 sono vincitori del Premio Nuove sensibilità 2.0, indetto dal Teatro Pubblico Campano. Lo spettacolo debutta al Teatro Nuovo di Napoli. Lo stesso testo è Premio Fersen alla Drammaturgia 2021. La riedizione, del 2025, debutta al FringeMi in collaborazione col Politecnico di Milano.
Nel 2019 vincono anche il Premio Storie Interdette presso San Salvi (FI), a cura di Chille de la Balanza, con lo spettacolo La pagella. Lo stesso spettacolo è nella triade dei finalisti del Premio Gener/Azioni, organizzato da Ethnos Festival nel 2020.
Arrivano in Selezione Ufficiale al Premio Scenario 2021 con lo spettacolo De(ath)livery, primo capitolo della Trilogia del Divano, poi finalista al Premio Mauro Rostagno 2022 e Selezione Ufficiale FringeMi 2023. Nel 2023 lo spettacolo vince il Premio Nazionale Città di Leonforte (Miglior Spettacolo, miglior regia e miglior attrice). Lo stesso testo, nel 2024, vale il Premio Massimo Troisi come autore emergente per Andrea Cioffi.
Ad aprile del 2021 debuttano al Piccolo Eliseo in occasione del Roma Fringe Festival 2021 con Raccontami Shakespeare, poi selezionato al MilanoOff Fringe Festival 2022 e sono vincitori della residenza creativa Portraits on Stage organizzata dalla Rete Teatrale Aretina, debuttando con Like, Love, Like! Nell’Ottobre 2021.
Nel 2022 il testo L’appartamento 2B, secondo capitolo della Trilogia del Divano, vince il premio Mario Fratti, venendo tradotto e presentato negli Stati Uniti d’America e il premio Leo De Berardinis indetto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Nel 2023 vincono il protocollo d’intesa tra Teatro di Napoli e Teatro Pubblico Campano, per la distribuzione dello spettacolo, in collaborazione con la Elledieffe, per poi diventare produzione Teatro Franco Parenti nel febbraio del 2024.
A giugno 2024 vincono la Menzione Speciale a Scintille ’24, per il Festival di Asti, con il nuovo progetto D.O.C.G. che è poi Finalista al Premio Giovani Realtà del Teatro presso l’Accademia Nico Pepe di Udine.
Nel 2025 il terzo capitolo della Trilogia del Divano, Bum!, è presentato al Teatro Nazionale di Genova, per la curatela di Elisabetta Pozzi e vince la menzione speciale al Premio Andrea Camilleri, indetto dall’Accademia Nazionale Silvio D’Amico.
Nello stesso anno, insieme a Piccola Città Teatro dirige I venerdì di Ercolano, un’esperienza site-specific presso il Parco Archeologico di Ercolano, e vincono il Premio Calenda con Tutto Shakespeare minuto per minuto, in collaborazione con Arché Teatro, realtà teatrale leader del territorio flegreo.
La compagnia vanta la collaborazione con diversi attori diplomati nelle migliori scuole professionali d’Italia (Teatro Nazionale di Genova, Scuola Civica Paolo Grassi di Milano, Teatro Nazionale di Napoli, Teatro Bellini di Napoli, Accademia Silvio D’Amico di Roma)
Andrea Cioffi (attore- regista- drammaturgo)
Nel 2013 si diploma alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, e continua a formarsi attraverso diversi workshop con Valerio Binasco, Fausto Paravidino, Eimuntas Nekrosius, Michael Margotta e molti altri; studia drammaturgia presso la Scuola Civica Paolo Grassi Summer School.
In teatro, come attore, è diretto, tra gli altri, da Luca De Filippo, Filippo Dini, Roberto Andò, Marco Tullio Giordana, Elisabetta Pozzi, Carlo Sciaccaluga, Massimo Mesciulam, Anna Laura Messeri, Andrea Renzi, Gabriele Russo, Mario Gelardi ed è assistente alla regia di Giorgio Gallione per diverse produzioni, che coinvolgono Claudio Bisio, Ugo Dighero, Giuseppe Battiston, Ambra Angiolini.
Al cinema è protagonista nel 2016 dell’opera prima di Enrico Iannaccone, La buona uscita, che lo dirige anche in Tetris, presentato allo Short Corner del Festival di Cannes e in La Vacanza, dove affianca Antonio Folletto, Catherine Spaak e Carla Signoris. Lavora accanto a Enzo Moscato in Ce steva na vota e ad Augusto Zucchi, Leo Gullotta e Mario Patanè in I futurieri in terra di Molise diretto da Simone D’Angelo. In TV è in Generazione 56k dei TheJackal.
I suoi spettacoli sono prodotti e distribuiti, tra gli altri, da Teatro di Napoli, Teatro Franco Parenti, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Pubblico Campano, Elledieffe e Piccola Città Teatro.
Sara Guardascione
Attrice ed editor si laurea cum laude nel 2013 in filologia moderna all’Università degli Studi di Napoli Federico II e si diploma nel 2018 alla scuola di recitazione del Teatro di Napoli.
Per le produzioni del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale è diretta da Mimmo Borrelli (Opera Pezzentella), Lorenzo Salveti (Shakespeare&Shakespeare), Luca De Fusco (Sei personaggi in cerca d’autore) e Vincenzo Pirozzi (Rione Sanità: Storie di donne).
Nel 2022 è in tournée con la compagnia Elledieffe, per la regia di Roberto Andò (Ditegli sempre di sì).
Intanto continua la formazione teatrale e canora con diversi stage, tra cui da segnalare quello con Michalis Theophanous della compagnia di Bob Wilson (Fondazione Campania dei Festival), quello di canto con il M° Carlo Morelli e Peppe Barra (Officine San Carlo) e quello con Andres Angulo, compagnia Familie Flöz (Teatro Bellini di Napoli).
Per la tv è diretta nel 2022 da Monica Vullo in Resta con me, Rai fiction e nel 2023 da Joe Wright in M. Il Figlio del secolo.
Nel 2023 vince il “Premio Nazionale Città di Leonforte” come miglior attrice per De(ath)livery.
Tra il 2024 e il 2025 è diretta da Cristina Donadio (The Broken Hearts club band; Signurì Signurì) e Francesco Saponaro (Viviani Boheme).
Dal 2016 collabora come editor con la casa editrice Homo Scrivens di Napoli con cui nel 2024 pubblica il suo primo romanzo Acqua Cheta.
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tel: +(39) 329 26 55 295
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Raccontami Shakespeare – Foto di Mia Di Domenico
